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Forcoli, il tecnico è Marco Brachi
Andreas Quirici
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Il nuovo tecnico Marco Brachi Il diesse: «Dovrà riportare l'entusiasmo nell'ambiente»
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FORCOLI. Un nuovo allenatore per un nuovo corso amaranto. Si chiama Marco Brachi il tecnico scelto per il post-Calderini, quello che «dovrà riportare l'entusiasmo al presidente e fra gli sportivi», come ha spiegato il direttore sportivo Giorgio Corradetti durante la presentazione ai tifosi nella sede di piazza Brunner ieri mattina. Brachi è nato nel 1963. Il suo curriculum comincia nel 1994 a casa sua, Pontassieve, allenando l'Albereta 72 in Seconda categoria e prosegue fra Promozione, Eccellenza e Serie D (terzo con il Montevarchi nel Nazionale dilettanti e due stagioni fa esonerato a sette giornate dalla fine a Città di Castello con la squadra seconda in classifica dietro al Gavorrano) Lo scorso anno era alla Castelnuovese (Castelnuovo di Subbiano) in Eccellenza. «Ci è piaciuto l'entusiasmo di Marco - riprende Corradetti - e la sua voglia di calarsi nella realtà forcolese, fatta di grandi professionalità e volontariato, non di professionismo puro». «So che negli ultimi anni la tifoseria ha avvertito un certo distacco dalla squadra - spiega Brachi - e il mio compito sarà quello di invertire la rotta. Lavoreremo per creare una squadra all'altezza della situazione, in modo da disputare un buon campionato». Nei prossimi giorni cominceranno gli incontri fra la dirigenza e i giocatori. Si va verso una sorta di ristrutturazione dell'organico. Quasi certi della conferma i vari Pardossi, Moriani, Bonsignori, Balde, Galluzzi, Bianchini e Fiorentini. Dalla Juniores saliranno 3 baby del 1993, quattro o cinque saranno della classe 1992 e sul mercato la società cercherà di reperire un difensore di livello, un centrocampista da far giocare davanti alla difesa e un attaccante di movimento e dai piedi buoni da abbinare a Moriani. «Parlerò col capitano - ha affermato l'allenatore - per confrontarmi con lui sul modo di giocare che preferisce. Uno che ha Moriani in squadra deve metterlo nelle condizioni di rendere al massimo, non farlo essere uno dei tanti».
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