Il Tirreno

Pontedera

FEDERICA STUFI

La doppia vittoria della vita

Paola Silvi
La doppia vittoria della vita

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 SANTA CROCE. Dalla Biancoforno alla nazionale. Federica Stufi, classe 1988, 188 centimetri di potenza, è a Civitavecchia alla corte di Massimo Barbolini per prepararsi ai prossimi impegni azzurri di volley. «È una grande soddisfazione. Una gioia immensa. Tornare a indossare la maglia della nazionale è la mia vittoria più bella. Che arriva dopo un anno di calvario, lontana dalle partite ufficiali per motivi di salute».  Così la centrale biancorossa ripercorre le tappe di un cammino a ostacoli che però, come una fiaba, si chiude con un lieto fine. L'odissea di Federica inizia nel febbraio 2010 quando indossa la maglia della Rebecchi Lupi Piacenza, in A1. Scopre di essere celiaca (quindi di essere intollerante al glutine) e il suo fisico ne risente tanto da tenerla fuori dal campo per buona parte del girone di ritorno. Finisce il campionato, Federica firma il contratto con la Biancoforno, ma nell'estate 2010 la giovane centrale continua a perdere peso e all'avvio della preparazione del club non riesce a stare al passo con le compagne. È la partita più difficile per un'atleta dalle mille qualità e dalle caleidoscopiche esperienze, abituata ad assaggiare non solo i parquet della prima serie ma anche quelli della nazionale italiana con la quale già nel 2007 aveva vinto il bronzo al World Grand Prix e due anni dopo l'oro alle Universiadi di Belgrado.  Poi l'inaspettata forma rara di celiachia la costringe allo stop forzato. Ma come tutti i campioni, Federica non molla. Sostenuta dalla società santacrocese che ha sempre creduto in lei e seguita dall'equipe del prof. Angelini endocrinologo, nutrizionista, si rimbocca le maniche e conquista il trofeo della vita. «Grazie alla Biancoforno e ai medici - aggiunge Federica - sono rinata. Dover stare in tribuna per tutto il tempo della gara mi faceva star male. Volevo giocare e mi sono impegnata scrupolosamente, seguendo la dieta e gli allenamenti specifici». E i risultati arrivano. A gennaio scorso la Biancoforno partecipa al torneo Mimmo Fusco e Federica rimette piede in campo. «È la svolta. Sono rientrata in gruppo, ogni volta che entro in palestra sono felice e pretendo il massimo da me stessa». Oggi Federica è raggiante. Aspetta che il ct della nazionale decida se convocarla per il trofeo di Montreaux o per il Grand Prix. In attesa degli Europei di settembre.

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