Il dolore
Quasi 1.300 alunni di 66 classi delle scuole primarie hanno chiuso al Mannucci la manifestazione
Dai banchi all'erba dello stadio
Francesca Lombardi
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Alcuni momenti della iniziativa Gli organizzatori: non solo attività motorie ma momento d'integrazione
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PONTEDERA. Si è chiusa con la seconda parte della festa allo stadio Mannucci l'edizione 2011 di Sport in cartella, il progetto, promosso dall'amministrazione comunale di Pontedera, che coinvolge ogni anno centinaia di bambini in un percorso di educazione e avviamento alla pratica sportiva. Sport e socializzazione, divertimento e voglia di far bene. La scorsa settimana era toccato ai piccoli delle scuole materne cittadine correre e cimentarsi in diversi giochi sull'erba del campo sportivo, ieri mattina invece è stato il turno dei ragazzi delle scuole elementari. 1280 alunni, 66 classi delle scuole primarie degli istituti comprensivi Pacinotti, Curtatone e Montanara e Gandhi. Dopo la sfilata di apertura e l'esecuzione dell'Inno di Mameli, il sindaco di Pontedera Simone Millozzi ha salutato i piccoli atleti prima di dare il via ai giochi. I bambini sono stati suddivisi, in base alle fasce d'età, in sei circuiti di cinque stazioni ciascuno. Oltre ai vari sport intrapresi nel corso dell'anno scolastico, dal basket al calcio, dalla pallavolo alla scherma, i ragazzi si sono cimentati anche in giochi di abilità dal divertimento assicurato come la corsa con i sacchi. Inoltre c'è stato un momento celebrativo dei 150 anni dell'Unità d'Italia: sono stati infatti costruiti vari tragitti, da percorrere in sella alla bici, che rappresentavano le regioni d'Italia. La mattinata si è conclusa con un ballo di gruppo. «La festa allo stadio è solo il momento finale di un percorso ben più importante che si è sviluppato nel corso dell'anno - spiega Gianni Cedolini, uno degli organizzatori di Sport in cartella - questo progetto rappresenta una importante occasione di avviamento allo sport». Anche perché la differenza tra chi si affaccia allo sport da piccolo e chi vi arriva da grande è evidente. «Al di là di un maggiore sviluppo delle capacità motorie - conferma Cedolini - è significativa la crescita di quelle cognitive: chi pratica sport sin dalla tenera età impara il rispetto delle regole che sono poi la base del buon cittadino. Inoltre - aggiunge Cedolini - lo sport può essere un importante strumento per aiutare la socializzazione. Pensiamo all'importanza a esempio che esso può avere per l'integrazione dei bambini stranieri». Per quest'anno Sport in cartella termina qui. L'appuntamento è all'anno prossimo dove ancora una volta le associazioni sportive con i loro operatori saranno un tassello fondamentale per proseguire questa iniziativa.
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