Il Tirreno

Pontedera

Sugli spalti anche l’ex sindaco Marconcini: senza quegli episodi spiacevoli i nostri avrebbero avuto un po’ di sostegno

«Ingiustizia»: l'assenza del tifo pesa

Andreas Quirici
Si esulta ad ogni punto messo a segno dalla Zetagas
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Si esulta ad ogni punto messo a segno dalla Zetagas

Delusione e amarezza tra i supporter che si organizzano con un pc al PalaZoli

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 PONTEDERA. Alla fine la Zetagas non ce l'ha fatta. Montecatini passa alla finale di playoff di Serie C contro Monsummano. E chissà se quel divieto di seguire la squadra in trasferta per i tifosi pontederesi, dopo la scazzottata in tribuna a Pontedera durante gara-due, alla fina non abbia pesato. Di sicuro la squadra biancazzurra ha dimostrato grande carattere, rimanendo in partita fino all'ultimo contro un avversario forte e costruito per vincere. E i tifosi della "Zeta" hanno saputo stare vicino ai ragazzi anche se a distanza di sicurezza da chi, invece, ha creato scompiglio al PalaZoli. Ingiustizia. É la parola più utilizzata dal centinaio di tifosi della Juve Zetagas riuniti al PalaZoli per assistere alla gara contro Montecatini, trasmessa con un computer collegato dal presidente Marco Migli a internet e un proiettore a rimandare l'immagine come in un televisore gigante su una parete della cupola. «Seguo la squadra pontederese dai tempi del dottor Zoli, quando i ragazzi della città giocavano all'oratorio del Duomo - racconta Anna Laura Mencacci - e una cosa di questo tipo non mi era mai accaduta. È ingiusto non aver potuto partecipare alla trasferta. Hanno fatto confusione loro, ma siamo dovuti restare a casa noi». Due ragazzi, prima dell'inizio della partita riflettono su quanto accaduto in settimana.  «Eravamo nella tribuna davanti - dicono Erik Maccanti e Fabio Vanni - e non abbiamo visto di preciso quel che è successo. Ma una cosa è certa, la decisione di non averci fatto partecipare alla trasferta è una vera ingiustizia». La squadra intanto, a inizio gara, vola letteralmente. Un parziale di 8-1 scalda subito l'ambiente al palazzetto dello sport di Pontedera. Incitamenti e grida, battimani e un continuo "dai, dai" come se la concentrazione di tifosi biancocelesti fosse comunque li a Montecatini.  La partita è avvincente, mentre sul tabellone si segue punteggio e minutaggio. I padroni di casa recuperano con un altro parziale-choc a cui segue un black out di Pontedera che porta il punteggio sul 20-10. C'è scoramento in tribuna al PalaZoli, ma non troppo, perché la "Zeta" è in partita con tre bombe che riportano sotto i ragazzi di coach Federico Barsotti e all'intervallo si va sul 37-33 per i locali. «Difficile andare a canestro - dice l'ex sindaco di Pontedera Paolo Marconcini durante la sosta - ma stiamo andando bene con i tiri da tre. Peccato, perché senza quegli episodi così spiacevoli i nostri avrebbero avuto un po' di sostegno. Se la violenza entra nel basket a questi livelli c'è da riflettere». La difesa di Montecatini è forte e Pontedera continua a ad andare a canestro con difficoltà. Il parziale dei primi 10 minuti della ripresa la dice lunga 56- 46. «Se si vince vado a Montecatini in macchina a suonare il clacson», dice una donna mentre la Juve si rifà sotto. Parte un "Zeta, Zeta" e l'immagine stringe sulla panchina di Barsotti durante un time-out. La rimonta perà non riesce. Finisce 77-66 con applausi ai pontederesi e qualche "forza Monsummano" che sa di amarezza. «Va bene lo stesso - ha detto Migli alla fine - festeggeremo comunque alla Bellaria con i nostri ragazzi di ritorno da Montecatini, perché il nostro campionato l'abbiamo vinto comunque».

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