Il dolore
Andrea Ranocchia sulla scia di Picchi
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Alcune immagini della manifestazione nel Parco delle terme per la consegna della prima edizione del premio dedicato ad Armando Picchi, libero della grande Inter Molta gente ha applaudito il giovane difensore nerazzurro Andrea Ranocchia Il figlio Leo felice del forte legame dell'ex nerazzurro con Casciana
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CASCIANA TERME. «Una immensa soddisfazione ricevere un premio così, che ricorda un grande campione in campo e un grande uomo fuori dal terreno di gioco». È la sintesi data da Andrea Ranocchia difensore dell'Inter appena sceso di macchina proveniente da Napoli (in ritardo per colpa del treno) all'hotel Villa Margherita dove lo stava aspettando un centinaio di tifosi. Mobilitati dall'Inter club di Casciana Terme si erano dati appuntamento i rappresentanti di altri club di mezza Toscana: Ranocchia ha ricevuto la prima edizione del premio Armando Picchi come miglior giovane difensore under 23 del campionato, mentre quello per il migliore difensore è andato al brasiliano del Milan Thiago Silva che non è potuto essere presente per impegni milanesi con lo sponsor. «È difficile, lo so, quasi impossibile. Ma cerco di seguire proprio giocando nell'Inter il valore di questo uomo che tutti, in società, hanno ben presente», chiosa Ranocchia. Che ha dedicato il premio alla famiglia e alla fidanzata. Infatti, anche nel Parco termale, alla consegna del riconoscimento non è voluto mancare neppure il presidente dell'Inter Massimo Moratti (ieri, tra l'altro, era il suo 66º compleanno) con un intervento telefonico che ed è stato un bell'amarcord che idealmente ha unito il babbo Angelo e il mago Herrera. A proposito: fino a fine mese nello chalet delle terme c'è una mostra di una 40ina di foto che ripercorrono i momenti felici di Armando Picchi nello sport, con i compagni di una leggenda nerazzurra che mai tramonterà: Guarnieri, Corso, Burgnich, Facchetti, Sarti... Momenti che neppure il figlio di Armandino Picchi (come veniva chiamato a Livorno, città natale), Leo, ha potuto vivere e ricorda. Oggi nell'ufficio comunicazione della società Inter se ne fa quasi un cruccio: «Purtroppo non ricordo nulla del babbo (morì nel 1971 quando Leo aveva appena 2 anni, ndr.) e anche in casa per non ferire nella memoria la mamma e i fratelli ne abbiamo sempre parlato poco. Anzi per niente. Così tutto quello che so è perché lavoro all'Inter. È perché ho manifestazioni di affetto, anche dopo 40 anni, in tutti i posti che vado. A iniziare dal presidente Moratti». E anche questo premio ne è una testimonianza: «Certamente, in una località poi - sottolinea Leo Picchi - molto cara alla mia famiglia e che ha visto mio padre piccolino per queste vie. Insomma, una grande soddisfazione. E sono felice che la prima edizione sia andata a un ragazzo come Andrea Ranocchia dalle eccelse qualità morali e caratteriali». Alla cerimonia nel Parco delle terme, l'amministrazione comunale cascianese, oltre alla moglie e ai parenti stretti di Armando Picchi (la sorella Mitì abita a Casciana) anche tanti nomi del calcio, a iniziare da Tarcisio Burgnich che di Armandino fu compagno di reparto. Ma soprattutto tanta gente ad applaudire un giovane di belle promesse nel ricordo di un grande uomo di calcio. Paolo Falconi Altro servizio a pag. 16
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