Il Tirreno

Pontedera

Mille panchine tra Uisp e Figc

Luciano Gianfranceschi
Vasco Matteucci mentre riceve un premio
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Vasco Matteucci mentre riceve un premio

Vasco Matteucci ha allenato 30 squadre nella zona del Cuoio

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 SAN MINIATO. Mille panchine, in 30 squadre della zona. Vasco Matteucci, 65 anni, sanminiatese, ha giocato al calcio soltanto nel San Miniato. «Era lo squadrone di Taddei, Risorti, Marchetti, Grassi; l'allenatore sul campo di S. Maria al Fortino era in quegli anni Sessanta Renzo Ulivieri», rievoca con soddisfazione. In questa stagione con gli Juniores del San Miniato Basso, Matteucci ha vinto la Coppa disciplina, che dovrebbe portare al ripescaggio per accedere ai Regionali, perché 72 punti non sono bastati, avendo la capolista Aglianese vinto i confronti diretti. «Pur se abbiamo la migliore difesa, 23 reti subite, e il supercannoniere del girone, Gori, con 26 reti. Sicuramente una stagione stupenda», rimarca trainer Vasco Matteucci.  I protagonisti sono i calciatori Bandini, El Khaddar, Falaschi, Giannangeli, Giannetti, Giunti, Gori, Greco M., Greco G., Iommi, Kazazi, Latini, Lelli, Maltinti, Mascagni, Myrtha, Provenzano, Rossetti, Scali F., Scali D., Sotomayor, Zucchelli, Xeka. Direttore sportivo Mauro Allegri (che ha saputo ben gestire anche la prima squadra), dirigenti accompagnatori Priori e Scali, massaggiatore Mascagni, guardalinee Iommi.  Su come schiera la squadra in campo, Matteucci ha le idee chiare: "4-2-e fantasia". Poi spiega: «Una difesa solida, perché se non si prendono tanti gol si va lontano, anzi in alto in classifica, due centrocampisti dai piedi buoni, gli altri in libertà di manovra. Bisogna essere anche un po' imprevedibili, disorientare l'avversario».  Di quando iniziò a stare in panchina, era il 1975, ricorda: «Una sera ero a veglia al Circolo delle Colline, appena fuori San Miniato, molti parlavano di ciclismo. Volevano allestire una squadra di calcio Amatori, l'avventura mi tentò. Ora posso dire che mi ha dato tante soddisfazioni».  Un allenatore che arriva a mille panchine, sarà partito di slancio, alla grande. «Le prime 6 partite, quella squadra le perse. Ci fu una riunione tempestosa in sede, e io parlai chiaro: Tiberio Profeti faceva l'allenatore giocatore, a giocare era bravo, a guidare i compagni no. Presi la piena responsabilità della panchina, e vincemmo 5 gare di fila, poi in semifinale battiamo il favorito Castelfiorentino, ma per il titolo perdiamo dal Tinaia ai supplementari per un rigore discutibile».  La squadra negli anni successivi trova lo sponsor, Giulio Gozzini termoidraulica, e poi la concessionaria Rossi e Matteucci che offrirà la cena per festeggiare lo scudetto nella stagione 1976-77. «Il campionato l'organizzava l'Uisp Empoli, 104 squadre in gironi di 8. Per la prima volta - prosegue - lo vinse una compagine del comprensorio del Cuoio. Ricordo a memoria la formazione: D'Alloro, Taddeini, Rosi, Scardigli, Bandini, Telleschi, Nacci (Bertini), Bianchi, Lelli, Fiaschi (Gagliardi), Campinoti (Tozzi).  Avevamo perso una sola partita in stagione, contro il Bar Montecatini. In finale abbiamo battuto il Bar Romana.  Poi iniziano le panchine in Figc col settore giovanile, cominciando dai rossoblù del San Miniato. «Ho allenato anche Luca Franceschi, che poi il grande Luciano Spalletti porterà nello staff tecnico della Roma». La memoria corre, e ogni tanto il trainer si sofferma: «Il debutto in 2ª categoria è nel 1980 col Valdegola Corazzano. Nel 1985 con la squadra del Bar Carducci, un filotto record, 10 vittorie consecutive! Una curiosità? Nel 1986 alla squadra della Catena, Giovanissimi Figc ha anche il promettente Massimiliano Mori, che poi nel ciclismo sarà professionista».  Di tutto, di più, ha vinto. Nel 1992, con la squadra di Stabbia, anche il torneo di calcio ai Giochi santacrocesi. Nel 1999, con la Santacrocese, all'ultimo posto in classifica si fa intendere: «Chi vince festeggia, chi perde straparla», e mettiamo insieme 9 vittorie e 7 pareggi, 16 risultati utili consecutivi, altro record».  Un solo esonero, a Cascine; gli è rimasto indigesto. Osservatore dell'Empoli dalla stagione 2007/08, guarda avanti ma ha un pentimento: «Ho sempre ragionato troppo col cuore e poco con la testa - conclude -. Sono fatto così».

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