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Atletico Casciana, la felicità del presidente

Gian Ugo Berti

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 CASCIANA TERME. «Ho pianto due volte di felicità: quando i giocatori mi hanno abbracciato al fischio finale e quando ho ricevuto la telefonata di congratulazioni da parte di mio figlio».  Ancora commosso per la salvezza raggiunta nel girone E di Seconda categoria dall'Atletico Casciana al termine di un sofferto playout contro il Lajatico, Francesco Intravaia, presidente del club da sette anni, parla a tutto campo. «Vivo per la famiglia, il lavoro e questa squadra - aggiunge con euforia - e oggi mi sento davvero felice. Ci eravamo posti la permanenza in Seconda categoria. Siamo stati costretti ai playout anche a causa di un po' di sfortuna. Penso però che i ragazzi abbiamo meritato la vittoria contro i cugini del Lajatico».  Ma chi è, dunque, questo giovane presidente? Francesco Intravaia, 39 anni a giorni, nativo della provincia di Palermo, giunto a Casciana Terme vent'anni fa per un passa parola fra amici, da sempre fa il muratore. Si è fatto tutto da solo. Ha lavorato in Valdera per otto anni come operaio. Ora gestisce un'impresa edile con tredici dipendenti.  «Amo il calcio e ho vestito con orgoglio la maglia della squadra del Capaci, la mia terra d'origine. Dopo un paio di seri infortuni, ho trasferito questa passione a livello organizzativo anche trasferendomi qui in Toscana. Per tre anni sono stato sponsor quando l'Atletico Casciana militava in Terza categoria, poi ne ho preso la conduzione».  «Mi ero prefissato di fare una squadra di giovani cascianesi, sopratutto per valorizzare il tessuto sociale di questa comunità. Dei 42 tesserati - sottolinea compiaciuto - la metà abitano oggi nel territorio comunale. Gli altri sono venuti per scelta propria da altre località, richiamati dalla nostra immagine di trasparenza ed efficienza. È davvero un gruppo affiatato, dove ognuno dà il meglio di sé. Il primo ottimo risultato dell'Atletico Casciana è stata la promozione in Seconda categoria e da lì un percorso ricco di soddisfazioni e assieme di delusioni, comunque tutti ugualmente fieri di vestire la maglia rossoblù».  «Nelle due sfide salvezza, abbiamo curato ogni particolare. Siamo anche andati in ritiro pre-partita allo scopo di trovare la massima concentrazione. I ragazzi hanno compreso lo sforzo della società e hanno risposto dando quanto era nelle loro possibilità e anche di più. Per noi - conclude Intravaia - è come avere vinto il campionato. L'anno prossimo speriamo, come minimo, ancora di salvarci senza comunque farci venire l'infarto. E se viene qualcosa di meglio non si butta certo via».

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