Gioco
La Ngm Lupi conquista la finale di Verona
Andreas Quiriciia
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Vincenzo Tamburo con 22 punti a Padova Battuta a domicilio Padova, ora si trova davanti Ravenna, un'altra big di A2
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PHYTO PADOVA: 2 - NGM LUPI: 3 PHYTO PERFORMANCE PADOVA: Tiberti 2, Uchikov 19, Burgsthaler 11, Sabo 9, Rosso 13, De Marchi 13, Garghella (libero), Giannotti, Pagni, Koshikawa 1, Gottardo 1, Zingaro, Busi. All. Montagnani. NGM MOBILE LUPI: Monopoli 1, Tamburo 22, Elia 13, Baldaccini 7, Noda 13, Hradzira 11, Federico Tosi (libero), Cotroneo, Pambianchi, Mattioli 2, Lorenzo Tosi, Catania n.e. All.: Blengini. ARBITRI: Prandi e Gelati di Mantova. PARZIALI: 25-22; 25-13; 28-30; 13-25; 8-15. NOTE: spettatori 1200 di cui sette ragazzi della Curva provenienti da Santa Croce. Battute sbagliate Padova: 14 Aces: 11 Muri: 12 Battute sbagliate Ngm: 15 Aces: 4 Muri: 12 PADOVA. Tutto è cominciato con il quarto set contro Loreto nella prima giornata di ritorno ed è proseguito nella quinta frazione della stessa gara e per tutto l'incontro di domenica scorsa sul parquet di Segrate. Ma la vera rinascita della Ngm Mobile Lupi si è materializzata nella sua completezza l'altra sera sul parquet di Padova, in quella che sembrava una semifinale di Coppa Italia già scritta e vista poche settimane fa proprio al PalaParenti: l'attuale capolista del campionato di serie A2 vittoriosa e i Lupi a testa bassa sconfitti. Invece il pronostico è stato completamente rovesciato, con il tecnico Gianclorenzo Blengini alla fine del 3-2 con cui i biancorossi hanno conquistato la finale in programma a Verona contro Ravenna (altra squadra di vertice del torneo di A2) fra due domeniche ha esultato con tutta la squadra e la società santacrocese: «Questa è la vittoria di tutti i miei ragazzi», ha commentato senza mezzi termini il tecnico piemontese, da due stagioni in forza ai Lupi. Una notte da ricordare, tipica di una squadra, la Ngm Lupi, abituata a morire e risorgere nel giro di pochi scambi. Una serata seguita da... sette ostinati quanto fedelissimi (ma non c'erano dubbi) tifosi della Fossa che ricorderanno a lungo questa impresa. Sì, perché di impresa si tratta. Non soltanto perché la finale di Coppa è stata conquistata sul campo della formazione più forte del campionato di A2. Ma anche perché arrivata dopo due set persi, un terzo lottato e altri due vinti non certo in scioltezza, ma con la consapevolezza di aver invertito la rotta. NOn resta che sperare che la ventata di morale portato dall'aver centrato la finale della competizione faccia bene anche per il proseguo del campionato di A2; basterebbe che l'infermeria si afoltisse un po'...
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