Sicurezza
Dopo 5 anni trascorsi al Forcoli, ora si occupa degli infortunati
Roberto Niccolai all'Inter un sogno dentro la calza
Andreas Quirici
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FORCOLI. Il Natale 2010 di Roberto Niccolai, 35 anni da Cascina, diplomati Isef, preparatore atletico e allenatore in seconda del Forcoli è di quelli da ricordare per sempre. Proprio in quei giorni, infatti, è maturato per lui un balzo di carriera da far tremare i polsi: l'approdo alle dipendenze del pisano Stefano Rapetti nell'Inter targata Leonardo. Niccolai è salito ad Appiano Gentile proprio nel giorno in cui è stato presentato il tecnico brasiliano, davanti a tribune gremite di tifosi. «Il giorno prima ero a lavorare al campo di Forcoli - racconta - e 24 ore dopo ero alla Pinetina davanti a 4mila persone solo per un allenamento. Ho dovuto fare un grande sforzo per non mettermi a piangere dalla gioia». Il sogno. Il coronamento di una vita passata a studiare e a lavorare con gli atleti. Il sogno di ricevere una di quelle telefonate che ti cambiano la vita. Dopo 5 anni a Forcoli, Niccolai fa il grande salto, ufficializzato proprio in queste ore, con l'apertura del calciomercato. Il preparatore ha rescisso il contratto con il Forcoli, con il quale era inquadrato anche come allenatore in seconda. È stato lui, infatti, a guidare la squadra nei cambi di panchina degli ultimi due anni. Nel giro di pochi mesi, poi, il lancio nel calcio che conta, in uno degli ambienti meno facili, ma che professionalmente parlando può regalare esperienze inimmaginabili. E che rischiano di far tremare le ginocchia. «Sinceramente sono arrivato a Milano abbastanza tranquillo - spiegava Niccolai il primo gennaio a Selvatelle, poco prima di salutare tutti quelli del Forcoli e fare ritorno a quella che sarà la sua nuova occupazione - perché è quello per cui ho lavorato e studiato assiduamente in tutti questi anni. È chiaro che l'ambiente è di quelli che un po' incutono timore e che l'approccio non può essere semplice». Apprendistato. Il suo ruolo all'Inter sarà quello di occuparsi degli infortunati e di fare da vice di Rapetti. I due sono amici da tempo. Provengono dalla stessa zona e, soprattutto, hanno fatto il corso di preparatori atletici a Coverciano insieme. I primi giorni di Niccolai alla Pinetina sono stati di ambientamento. «Ho semplicemente osservato e preso nota del lavoro e del sistema che utilizzano ad Appiano Gentile - racconta - un corso di preparazione con Rapetti e lo staff medico. Da questo breve periodo ho capito quanto l'Inter e le società di questo livello siano una macchina complessa. Ma che proprio per i tanti meccanismi che la compongono riescono ad andare avanti da sé senza problemi». Una macchina nerazzurra che negli ultimi mesi si è inceppata (l'aspetto atletico è stato uno dei punti maggiormente contestati della breve era di Rafa Benitez) regalando a Niccolai la grande chance. «Sto vivendo un'esperienza eccezionale - afferma - a stretto contatto con persone che solo pochi giorni fa ero abituato a vedere in televisione. Devo dire che l'approccio con i grandi campioni è stato positivo, agevolato dalla grande capacità di questi personaggi a metterti a tuo agio. L'altro giorno eravamo a pranzo con capitan Zanetti ed è stato tutto molto naturale, professionale certo, ma in un'atmosfera piuttosto amichevole». Il passato. Niccolai lascia un ambiente familiare come quello amaranto che lo ha fatto crescere come uomo e come professionista dei muscoli dei giocatori. «Forcoli è stata la mia palestra - dice - dove ho trovato amici e un ambiente di lavoro fantastico. Qui ho fatto tutto, dal recupero degli infortunati, al preparatore atletico all'allenatore in seconda. Probabilmente è questo il vero lavoro rispetto a quello che si fa in club d'élite. Un'esperienza a 360 gradi basata sul fattore umano che al Forcoli o all'Inter è fondamentale per lavorare al meglio».
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