Il Tirreno

Pontedera

Il nuovo gruppo dirigente ha riportato gli appassionati sugli spalti e il tifo è vicino alla squadra, sia al Mannucci che in trasferta

Il Pontedera chiude un'annata magica

Francesca Lombardi
Il tifo è tornato a incitare i colori granata
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Il tifo è tornato a incitare i colori granata

Sul campo la ripresa col cambio sulla panchina e in società le acque sono calme

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 PONTEDERA. Termina con 32 punti chiusi a chiave con doppia mandata l'anno 2010 e il girone di andata per il Pontedera che inizia il 2011 con il terzo posto in classifica ad appena un punto dal secondo posto del Camaiore ma a ben 8 punti dalla capolista Borgo a Buggiano, che ha avuto una prima parte di stagione praticamente perfetta. Otto punti, a dire il vero, non sono pochi, ma non sono neppure tanti da rinunciare almeno a sperare nell'aggancio alla leader.  Appena sette mesi fa sembrava impossibile pensare di poter avere una nuova società, sana e solida, e addirittura volgere lo sguardo a una promozione che significherebbe un ritorno tra i professionisti dopo 10 anni di assenza.  Certo, dopo la costituzione del club lo scorso mese di giugno, l'attesa per l'assegnazione della categoria aveva fatto slittare un po' troppo in avanti i tempi per la formazione dello staff tecnico e della rosa dei giocatori; poi, a serie D in tasca, la scelta di un tecnico di qualità come Giovanni Vitali e un buon gruppo di calciatori avevano subito mostrato la volontà dei soci imprenditori di disputare un campionato di vertice. E le due vittorie nelle prime due giornate di campionato - contro Carpenedolo e Fiorenzuola - avevano fatto volare in alto, forse troppo, le aspettative dei dirigenti e soprattutto dei tifosi. Si sognava, in pratica, a occhi aperti.  Poi la serie di sconfitte con Camaiore, Tuttocuoio, Ponsacco e Virtus Castelfranco, intervallate soltanto dal successo con l'attuale fanalino di coda Nuova Verolese, avevano chiuso la parentesi di mister Vitali e riaperto dopo pochi mesi l'era di mister Marco Masi.  Una mossa più azzeccata che mai, si è rivelata, visto che l'allenatore ha preso per mano una squadra alquanto spaesata e soprattutto impaurita dalla brusca frenata in campionato, portandola a rialzare la testa. Così da quel 24 ottobre scorso, quando Masi torna sulla panchina granata in occasione del match casalingo con il Mezzolara, il Pontedera colleziona ben 23 punti derivati dalle vittorie contro Mezzolara, Borgo a Buggiano, Pavullese, Rudianese, Rosignano, Russi e Bagnolese e dai pareggi con Pizzighettone e nel casalingo con il Forcoli.  Unico passo falso, che però vale doppio, lo scivolone al "Mannucci" nel giorno dell'Immacolata contro il Castel San Pietro che fa perdere terreno ai granata nei confronti del Borgo a Buggiano, vero mattatore di questa prima parte di campionato.  In fin dei conti, però, in un 2010 in cui si è passati a livello societario dall'inferno al paradiso, una cosa è certa a prescindere da come andrà a finire la stagione sul piano del calcio giocato. La nuova Us Città di Pontedera il suo campionato lo ha già vinto: ha ritrovato l'affetto dei tifosi che si erano disappassionati ai colori granata. Non c'è domenica, di pioggia o di sole, in casa o fuori casa, che gli ultras rinuncino a incoraggiare gli undici in campo con cori, sciarpe e tamburi. È questa la base per ogni risultato sportivo sul campo che verrà.  Il Pontedera deve tanto al 2010. È stato un anno magico. L'anno appunto della rinascita. E certamente non è poco viste come si andavano mettendo le cose dentro la società.

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