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Volley A2. Il fattore PalaParenti non ha contato, i Lupi perdono la loro prima gara e anche la vetta
Padova è troppo forte per la Ngm
Andreas Quirici
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Lolandese Snippe deve stare fermo per lungo tempo Il duello al vertice si chiude in poco più di un'ora: finisce 3-0 per gli ospiti
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SANTA CROCE. La prima sconfitta della Ngm in questa stagione è la più dolorosa. Nel big match infrasettimanale contro Padova, prima alla vigilia a pari merito proprio con i santacrocesi, i biancorossi perdono con un secco 3-0. Pesa l'assenza di Snippe, ma anche le cattive condizioni di altri elementi a disposizione di coach Blengini. Cosa non da poco davanti a un avversario che non sbaglia praticamente niente e che dimostra di essere, in questo momento, superiore ai padroni di casa. All'inizio è pallavolo ad alto livello: le due capoliste ingaggiano un duello che sembrerebbe alla pari, ma che si trasforma in una discesa per Padova. Il primo set finisce 26 a 24 per gli ospiti, bravi a reagire a ogni allungo dei padroni di casa o a errori che commettono per la forte pressione esercitata sul match dai ragazzi di Gianlorenzo Blengini. L'allungo decisivo arriva quando i Lupi sembravano avviati alla conquista della prima frazione. Mattioli dà spettacolo in battuta nel cuore del set, con due ace e tre punti conquistati complessivamente dalla Ngm durante il suo turno al servizio. Tamburo alterna cose positive ad altre meno buone ed Elia mette lo zampino in alcune azioni che sembravano determinanti per la conquista del set da parte della Ngm. Una beffa per i Lupi, che accusano un po' il colpo all'inizio del secondo set per poi riprendersi e mettersi in scia di Padova. I veneti, però, sono solidi e continui. Il loro muro funziona bene e anche sugli scambi lunghi gli ospiti dimostrano grande concentrazione. Tiberti, palleggiatore, ex biancorosso della stagione 2004-2005 distribuisce il gioco ora su Uchikov, ora su Sabo. Ma è quando sceglie Rosso che arrivano i dolori maggiori per Santa Croce: suo il punto del set-ball e il muro sull'attacco dalla seconda linea di Mattioli che chiude la frazione. L'inerzia dell'incontro sembra ormai tracciata. Servirebbe un miracolo per ribaltarne la sorte. I Lupi ci provano nel terzo set. Del resto questa è una squadra dura a morire dall'inizio del campionato ed è doveroso, quanto meno, allungare il match e rendere il compito di Padova più difficile. L'orgoglio c'è. Si procede punto a punto fino al momento decisivo, quello delle battute finali, quando la palla scotta un po' più del solito. Tamburo ha la sfortuna d'incappare in un 2 errori consecutivi (uno in battuta e uno in attacco) che indirizzano l'esito della gara in favore della squadra di Montagnani, bravi a non lasciare chance ai padroni di casa. Potenza e grande tecnica per i veneti, ma anche un pizzico di fortuna. Emblematico il punto del 17-15 conquistato da De Marchi che, davanti a un muro a tre dei Lupi, schiaccia sul nastro e trova la deviazione decisiva per mettere la palla a terra. A quel punto il PalaParenti si fa silenzioso.
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