Il dolore
In forse l'ex Labruna, Mordagà c'è
Andreas Quirici
Forcoli. Il mister Calderini vuole concentrazione per allungare la serie
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FORCOLI. Eliminare i cali di concentrazione come quelli che hanno permesso al Carpenedolo di rientrare in partita domenica scorsa. Entrare in campo con il giusto approccio. Essere agonisticamente pronti. Che altro? «Direi provare ad allungare la striscia di risultati utili dopo le tre vittorie in fila», aggiunge l'allenatore del Forcoli Stefano Calderini in vista dell'incontro di oggi pomeriggio (inizio alle ore 14.30) a Ponsacco. Un derby è sempre un derby e anche in questo caso Calderini parla di tripla. «La gara è aperta a qualsiasi risultato - dice il tecnico - ma vincerà chi riuscirà a stare in partita per l'intero incontro. Cali come quelli di domenica scorsa o un approccio mentale sbagliato possono essere molto pericolosi in un campo caldo come quello di Ponsacco». La parte tattica, per una volta, rimarrà in secondo piano. «Dovremo essere concentrati e attenti - sottolinea Calderini - decisi e bravi a unire a questo anche la qualità che abbiamo». Qualche dubbio di formazione per il Forcoli. Le condizioni di Labruna (ex del Ponsacco al pari di Mordagà, Ausoni e Ruglioni che non sarà della partita) e Nencini dovranno essere valutate nelle ore precedenti all'incontro, ma si profila una squadra con, più o meno, gli uomini di domenica scorsa, salvo qualche accorgimento tattico per coprire bene il terreno di gioco e rendere la squadra più corta e pronta a ripartire. «La squadra ha lavorato bene in settimana - dice ancora - perché sia i risultati che la gara che ci aspetta a Ponsacco hanno creato il clima giusto per allenarsi con intensità. Sarà la prima prova agonisticamente rilevante in un girone in cui si predilige il gioco». In panchina siederà Tommaso Silvi, portiere della Juniores, classe 1993, promosso a secondo portiere dopo la partenza di Mesce che ha deciso di lasciare la squadra per motivi personali. «Torneremo a Ponsacco dopo un anno di sosta - dice il direttore sportivo Giorgio Corradetti - e mi auguro davvero che regni lo spettacolo. Sarebbe un bel segnale per tutti».
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