Sicurezza
Masi riprova con il trequartista
Francesca Lombardi
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Marco Masi si risiede sulla panchina granata «Conosco pochi dei granata» dice, mentre l'ex Vitali mastica amaro
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PONTEDERA. Predecessore e successore di Giovanni Vitali nello stesso tempo. Nel calcio capita anche questo. Marco Masi si riprende la panchina del Pontedera che aveva guidato nelle ultime tre stagioni. È un mister Masi tranquillo il nuovo allenatore granata, lontano dalla tensione che aveva caratterizzato gli ultimi tempi nella vecchia Us Pontedera 1912. «Dispiace per un collega che ha perso il posto ma sarei ipocrita se negassi la mia soddisfazione - afferma il tecnico Masi - quando ti chiamano fa sempre piacere. Eppoi ho voglia di tornare a lavorare». Ieri pomeriggio Marco Masi ha parlato con i ragazzi e ha guidato il primo allenamento. «Conosco pochi giocatori, con Magnani e Ceccarelli ho già lavorato, gli altri dovrò imparare a conoscerli. E anche in fretta» dichiara il nuovo allenatore granata. Il campionato, infatti, incombe e già domenica il ritorno dell'allenatore Masi sarà davanti al pubblico pontederese per la sfida casalinga contro il Mezzolara: un'occasione ghiotta per risalire la china dopo tre partite andate a vuoto, derby col Ponsacco compreso. Ancora è presto però per parlare di modulo e tattica. «Prima di pensare allo schieramento dovrò confrontarmi con la squadra - sottolinea Masi che la scorsa stagione aveva mostrato particolare propensione all'uso del trequartista alle spalle delle due punte - non è facile lavorare su una rosa già composta e non scelta personalmente da te, ma credo che ci vorrà elasticità da entrambe le parti. Non è detto che ci vogliano grandi cose: a volte bastano pochi accorgimenti per fare bene». Masi ritroverà in questo girone alcune squadre già affrontate l'anno passato accanto ad alcune new entry. «Non voglio sbilanciarmi, ma questo mi sembra un campionato diverso dallo scorso anno - dice il mister pontederese - non ci sono realtà importanti». Masi ha incontrato lunedì sera la dirigenza granata e si lascia scappare una battuta a tal proposito: «Nei tre anni precedenti passati a Pontedera non ho mai incontrato così tanti consiglieri: ora ne ho visti dieci in un colpo solo» conclude sorridendo. Dal nuovo al pasato. Al tecnico, cioè, che fino a domenica sera è stato sulla panchina. «Era nell'aria, sono comunque sereno e rifarei tutto ciò che ho fatto in questi mesi». Commenta così l'esonero dalla panchina granata Giovanni Vitali che nelle sette giornate di campionato è riuscito a collezionare nove punti. Troppo pochi per la dirigenza dell'Unione sportiva per continuare a far tenere all'allenatore sanminiatese il timone della nave che issa la bandiera granata. «La buona partenza ha probabilmente aumentato le aspettative un po' in tutto l'ambiente - spiega l'ormai ex allenatore del Pontedera -. Ringrazio comunque la società perché mi ha dato la possibilità di allenare in una piazza importante come da sempre è Pontedera». Dopo le due sconfitte nei derby contro Tuttocuoio e Ponsacco, arrivate dopo due prestazioni sottotono dell'undici granata, il ko esterno contro il Virtus Castelfranco è stato la fatidica goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Mi avevano detto che sarebbe stata valutata la prestazione - evidenzia con un pizzico di polemica Vitali - invece alla fine ha contato soltanto il risultato finale, nonostante avessimo effettuato per 75 minuti la migliore prestazione di tutto il campionato». E aggiunge: «Forse la decisione di mandarmi via è stata presa un po' frettolosamente, con più tempo a disposizione le cose potevano andare diversamente ma accetto comunque la scelta dei dirigenti». Vitali, dunque, si è scontrato con un esordio in serie D particolarmente amaro, anche se non attribuisce questa débâcle all'inesperienza nella categoria, lui che aveva avuto a che fare fino a ora con le giovanili di squadre importanti come Empoli e Livorno. «Non ho la sensazione di aver avuto difficoltà a rapportarmi con giocatori più esperti, anzi in molti mi hanno chiamato per manifestarmi il loro dispiacere - conclude Vitali - lascio una squadra viva che può lottare fino all'ultimo per le prime posizioni in classifica».
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