Il dolore
La risposta con i pedali di Riccò
Vince allo sprint, migliore replica alle dichiarazioni sul doping
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PECCIOLI. Quello che non ha voluto dire con la lingua, l'ha espresso con la forza delle gambe. Ecco Riccardo Riccò sul traguardo di Peccioli a braccia alzate per aggiudicarsi la 58ª edizione della Coppa Sabatini. Prima del via, alla mattina, aveva respinto qualsiasi domanda del cronista sulle dischiarazione del commissario antidoping del Coni, Torre. Come lui aveva preferito fare Visconti, che poi si è piazzato 4º fallendo di poco la terzina in via Risorgimento. Dunque il portacolori della Vacansoleil scrive il proprio nome nell'albo d'oro della classica dell'Alta Valdera mentre Bertagnolli, preceduto da Marcato, si ripropone terzo gradino come l'anno scorso. Da metà gara in poi s'era capito che Riccò voleva "far qualcosa" di buono. Aveva messo la squadra davanti a menare, così come Visconti con la Isd-Neri diretta da Luca Scinto, per riprendere il quartetto che dopo appena 30 km dal via avevo preso un margine di vantagggio che nel corso del secondo giro lungo ha toccato i 3 minuti e mezzo e poi si è mantenuto pressoché costante intorno ai 2 minuti e mezzo fino a che non sono iniziati i giri corti del tracciato da 199 km. Canuti, Bonuccelli, il pisano di San Giuliano Terme Leonardo Pinizzotto, con Proni - ultimo a cedere - stavano andando a meraviglia. Pinizzotto ambiva alla conquista del trofeo per il miglior neoprof ma una volta ripreso dal gruppo ha preferito la strada delle docce da quanto era stremato. In quel momento il gruppo ha cominciato a lavorare per non far scappare nessuno. Dei 91 partenti (pochi davvero, per una edizione senza nomi di grido, eccetto il tricolore Visconti: colpa della vicinanza col mondiale all'altro capo del mondo) ne erano rimasti poco più di 60 in gara. Così ecco il più classico degli arrivi della Sabatini: uno sprint lungo, sgranato, per via di quella beffarda pendenza al termine dei tornanti. Paolo Falconi ALTRO SERVIZIO A PAG. 20
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