Il Tirreno

Pontedera

Il preparatore Franco Ferrini ora alla squadra del Pontedera

Dai muscoli di Eto'o a Sanni

Andreas Quirici
Ferrini l’anno scorso all’Inter
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Ferrini l’anno scorso all’Inter

Ha rinunciato a fare il fisioterapista precario all'Inter

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 PONTEDERA. Ha rinunciato al precariato illustre da fisioterapista all'Inter per il posto fisso da insegnante di ginnastica in una scuola della Valdera e la possibilità di andare a trovare la figlia piccola che abita in Olanda. È Franco Ferrini, il preparatore atletico del Pontedera.  La sua è una storia insolita per l'ambiente calcistico, in cui molti tentano la fortuna senza guardare troppo alla concretezza e al futuro. Dai muscoli degli interisti Eto'o e Milito a quelli dei giocatori pontederesi Sanni e Magnani il passo all'indietro sembra lungo e assai demotivante. Per molti, forse, ma non per lui. «Non mi sento sminuito anzi - spiega - perché a Pontedera mi trovo benissimo e non ho bisogno di girare con la tuta dell'Inter per sentirmi importante. Io sono sempre la stessa persona, sia a Milano che a Pontedera».  Il bivio. Ferrini ha 48 anni, è originario di Lajatico e proprio quest'anno gli sarebbe scaduta l'aspettativa per un posto da insegnante di educazione fisica nella scuola pubblica. Contemporaneamente era stato inserito dall'Inter, dopo un anno trascorso a fare il preparatore atletico della Primavera, nello staff dei professionisti riabilitatori per i giocatori infortunati della prima squadra allenata da Rafa Benitez. Trovato l'incarico alle medie di Capannoli si è trovato davanti a una scelta di vita. «Meglio un tentativo di carriera nel grande calcio senza avere alcuna certezza per il futuro - racconta - o il posto fisso a scuola con l'aggiunta del ristorno a casa e la possibilità di raggiungere mia figlia che vive in Olanda ogni quindici giorni? L'Inter mi avrebbe assorbito completamente e l'incarico a scuola sarebbe sfumato. Ho optato per il ritorno a casa e sono molto felice della mia scelta. L'Inter ha capito le mie esigenze e mi ha agevolato in tutto».  La lezione di Mou. Ferrini è arrivato a Milano due anni fa, dopo aver lavorato nel Castelnuovo Garfagnana, alla Cuoiopelli, alla Lucchese e alla Reggiana. Oggi che è al Pontedera si guarda indietro e ripensa ai giorni alla Pinetina, a stretto contatto con uno degli allenatori più discussi e di successo del calcio attuale, Josè Mourinho. «Un'esperienza molto formativa - racconta - perché il portoghese è un tecnico molto preparato, gentile nei modi e da cui ho capito che l'organizzazione è tutto. Un concetto che sto riproponendo al Pontedera e che, piano piano, comincia a serpeggiare nell'ambiente granata. È chiaro che le due realtà non sono paragonabili. Ma ho imparato che la professionalità prescinde dal nome della squadra in cui si lavora e che è l'unico modo per ottenere risultati. La mia non è una scelta definitiva. Per ora sono a Pontedera. Se domani dovesse capitare un'altra occasione per il grande calcio la valuterei con grande tranquillità, senza smanie di gloraia a tutti i costi».  Ricordi interisti. Insegna a scuola per la prima volta in vita sua. «Sono entusiasta - afferma Ferrini - perché è divertente, ma anche molto formativo per me che ho a che fare con i giovani. Molti miei studenti, specie quelli che tifano Inter, mi chiedono aneddoti sui giocatori che ho conosciuto a Milano. Mi fa piacere raccontare loro gli avvenimenti che ho vissuto. Ma ricordo sempre una cosa fondamentale. Ho avuto a che fare con i vari Eto'o, Milito, Cambiasso, Zanetti. E di tutti ricordo la grande educazione e il rispetto che avevano nei confronti di tutti noi che lavoravamo nella società. Anche per uno come me che viene da un posto bellissimo, ma certamente non famoso come Lajatico».

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