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Pontedera

Forcoli non è più l'isola felice per gli allenatori

Andreas Quirici
Il nuovo tecnico amaranto Stefano Calderini
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Il nuovo tecnico amaranto Stefano Calderini

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 FORCOLI. C'era una volta l'isola felice del calcio toscano. Quella in cui un allenatore non veniva mandato via nemmeno se si salvava all'ultima giornata di campionato contro la capolista già ampiamente promossa. È la storia del Forcoli in cui gli allenatori non venivano mai messi in discussione durante l'anno, nemmeno dopo sconfitte eclatanti in casa, neppure con lo spogliatoio in subbuglio per settimane. Quella società sembra non esserci più, se è vero che in sei mesi ha esonerato due allenatori, il secondo addirittura dopo una vittoria, la prima in campionato, con due pareggi e una sconfitta, ma con anche due successi in Coppa Italia.  Walter Tommasi, presidente amaranto, sembra essere il principale attore nella commedia degli equivoci cominciata probabilmente la settimana scorsa, all'indomani della sconfitta in trasferta con la Bagnolese, proseguita domenica dopo la vittoria col Castel San Pietro (in cui il presidente ha parlato di vittoria scacciacrisi, ma anche di squadra basata sulle individualità e non su una propria identità) e conclusasi l'altro pomeriggio con l'esonero di Maurizio Londi. «Chi caccia i soldi ha il diritto di fare scelte di questo genere», ha detto il direttore sportivo Giorgio Corradetti. Un concetto simile a quello espresso dopo la rottura del rapporto con Cristiano Signorini lo scorso marzo, rimpiazzato proprio da Londi. In molti storsero la bocca allora, con la squadra che tentò fino all'ultimo di cucire il rapporto fra tecnico e società. Operazione in parte riuscita, considerato che Signorini mantenne l'incarico di osservatore per il Forcoli per poi diventare allenatore della Juniores in questa stagione. Londi, però, parla di "pugnalata alla schiena". Non si aspettava l'esonero dopo 4 giornate di campionato e una squadra con mille problemi fisici. Ascoltando le voci di corridoio e provando a indovinare alcuni sguardi durante le partite, amichevoli e ufficiali, probabilmente si poteva intuire che qualcosa non stava funzionando al meglio all'interno dello spogliatoio amaranto. La sensazione è che la società abbia voluto cambiare allenatore per dare un segnale alla squadra e per invertire la rotta prima che sia troppo tardi. Le aspettative della vigilia di questo campionato imponevano qualcosa di più dei 5 punti finora messi insieme, anche se Londi ha dovuto fare i conti con difficoltà oggettive come infortuni e condizione atletica scarsa di alcuni giocatori. Sta di fatto, però, che il Forcoli dei buoni sentimenti sembra ormai un ricordo.

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