Finanza
Derby, porte aperte a rischio
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Spalti quasi deserti in occasione del derby Ponsacco Pontedera Prima sopralluogo a Ponte a Egola in vista del 3 ottobre
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PONTEDERA. Porte aperte sì, porte aperte no. Dopo appena tre giornate di campionato l'interrogativo che ha appassionato i tifosi nelle scorse stagioni torna protagonista incontrastato nei derby di casa nostra, quelli che quest'anno vedono il ritorno del Forcoli dopo un anno di purgatorio in un altro girone e la new entry Tuttocuoio. Ed è proprio l'impianto di Ponte a Egola nell'occhio del ciclone. Il prossimo 3 ottobre, infatti, i neroverdi di mister Alvini ospiteranno l'Us Città di Pontedera, ma ragioni di sicurezza fanno riflettere le forze dell'ordine. L'idea sarebbe di far disputare l'incontro su un altro campo (Santa Croce) che permetterebbe ai tifosi granata, probabilmente numerosi per la vicinanza della trasferta, di seguire la squadra senza problemi. Così ieri mattina il commissario Luigi Fezza si è recato al Leporaia di Ponte a Egola insieme ai dirigenti del Tuttocuoio per valutare le reali capacità dell'impianto. Ciò che è venuto fuori è una lunga "lista della spesa" per la società neroverde che per ospitare il big match deve necessariamente adeguare lo stadio con tribune per gli ospiti, ingressi separati per le tifoserie e altri accorgimenti atti a evitare il contatto tra le opposte fazioni. Mentre il Tuttocuoio medita sul daffarsi, anche il Pontedera ha i suoi grattacapi che coinvolgono i vicini di casa del Ponsacco. Le due società però, al di là della rivalità storica, sono unite su un punto: i derby tra granata e rossoblù devono giocarsi col pubblico. L'anno scorso la campagna pro-porte aperte era stata ascoltata soltanto a metà dal Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive: solo gli ultras locali avevano avuto infatti libero accesso al Mannucci e al comunale di viale della Rimembranza. Ancora è presto per sapere come andrà a finire quest'anno, ma le due società con il supporto delle amministrazioni comunali hanno già avuto un incontro nel quale è emersa la volontà di fare il possibile per permettere le porte aperte sia all'andata - il prossimo 10 ottobre a Pontedera - che nel ritorno - a Ponsacco il 6 febbraio -. Le amministrazioni comunali sono disponibili a mettere a disposizione personale per il controllo, mentre i dirigenti potrebbero addirittura seguire la gara con i propri ultras per cercare di contenere eventuali disordini. Perché il calcio deve essere soprattutto colore, sciarpe, bandiere e naturalmente qualche sfottò contro i nemici calcistici di una vita. Niente di più.
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