Sicurezza
Gp del Cuoio, consensi alla nuova formula
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SANTA CROCE. La più vecchia società ciclistica della Toscana (l'Uc Santa Croce, è storia) è anche la più brava a organizzare le corse dilettanti (il 65º Gp del Cuoio, è cronaca di domenica scorsa). Il segreto? «Il ciclismo ad alto livello ha un pubblico che si sposta per seguire la gara», risponde Dario Ciaponi, presidente biancorosso. «Mentre - riprende - alle nostre manifestazioni il pubblico vuol seguirle dall'inizio alla fine, ma non spostandosi molto. Sul nuovo percorso, senza le colline sanminiatesi, c'era tanto pubblico sui 180 km. Ben 166 i partenti da Santa Croce, poi ripassati più volte dopo aver scalato S. Maria a Monte e Poggio Adorno, poi Montefalcone con il Gp della montagna e di nuovo Poggio Adorno; infine dopo sei passaggi arrivo a Santa Croce. E anche i corridori sono rimasti in gara fino all'ultimo, per una volata spettacolare. Gli appassionati si sono divertiti come non mai». Insomma, la nuova formula 2010 ha funzionato. «Ma intendo dire grazie anche alla squadra operativa, addetta all'organizzazione - conclude Ciaponi - perché ha saputo far fronte a ogni esigenza. Un elogio al gruppo, che ho sentito dire da tante società dopo l'arrivo in piazza Matteotti, e che giro ai miei collaboratori perché lo meritano». l.g.
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