Sicurezza
Forcoli si ribella: punito chi fa bene
Andreas Quirici
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Il direttore sportivo del Forcoli Giorgio Corradetti, da anni anima della società Il diesse Corradetti non ci sta alla soluzione trovata per i cugini granata
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FORCOLI. «A me non piace la soluzione utilizzata per salvare il Pontedera. Penso soprattutto a chi deve avere i soldi non pagati delle precedenti gestioni. Se la legge permette loro di perseguire questa strada lo facciano pure, ma a me rode perché qui cerchiamo di essere regolari per 12 mesi, mentre ad altre realtà è permesso di fare tutto e il contrario di tutto senza pagarne le conseguenze. E non mi riferisco solo al Pontedera, ma a tutte quelle società che, nonostante le crisi economiche, sono ripartite da categorie che non spettavano loro». Questo il macigno di Giorgio Corradetti, direttore sportivo del Forcoli, rispondendo a una precisa domanda, durante un'assemblea con gli sportivi amaranto, su quale fosse il suo pensiero sulla soluzione adottata dal Pontedera per salvare il calcio nella città della Vespa. Poco prima, Claudio Gherardini, appartenente al direttivo amaranto, aveva fatto un resoconto sull'utilizzo dei soldi raccolti dalle annuali sottoscrizioni tra i tifosi (l'acquisto di un pullmino utile per il Forcoli, ma anche per la Misericordia del paese) e aveva spiegato che, per aiutare la società per la costruzione del nuovo Brunner serviranno circa 20mila euro da raccogliere tra gli appassionati del posto. «Che volete farci? - domanda Corradetti - Il volontariato da noi è una tradizione. È chiaro che non possiamo paragonarci a Pontedera. Qui è più facile coinvolgere gli sportivi e capisco le difficoltà nel gestire le piccole cose che servono a far funzionare bene la macchina societaria per una realtà come quella granata. Siamo meno numerosi e riusciamo a fare tutto con l'aiuto di chi ha a cuore questa società. Un fatto, però, è inequivocabile. A Forcoli nessuno deve niente a nessuno. Ci dicono che siamo una mosca bianca e che il nostro esempio è unico in Toscana. Credo che questo sia vero ed è un motivo di orgoglio per tutti noi». Sotto il tendone della Nuova Primavera dove si svolge l'assemblea tutti annuiscono, ma non c'è brusio di commento. Il silenzio regna sovrano. «Ho troppi amici a Pontedera per commentare ciò che sta accadendo ai granata - sottolinea l'ex presidente Marco Consoloni - ma situazioni come quella fanno riflettere su quale strada abbia intrapreso il calcio da anni. Noi facciamo la nostra corsa, orgogliosi di quello che abbiamo fatto e dei programmi che stiamo intraprendendo». Un vanto anche il fatto di non aver mai smesso di giocare a calcio. «Non è mai successo che dovessimo escogitare soluzioni strane per continuare a disputare campionati - riprende Corradetti - e aggiungo che avere 50 tifosi al seguito in una trasferta come Orvieto che non valeva più nulla, essendo l'ultima di campionato con la matematica salvezza raggiunta è stata forse la soddisfazione più bella». Il 23 luglio il Forcoli si presenterà ai tifosi in piazza Brunner. Così come fa anni. Un appuntamento divenuto tradizione e che vede ancora una volta l'intero paese coinvolto. Chi si siede a tavola, paga il biglietto e mangia. Chi lavora, cucina o serve ai tavoli. Tutti per l'Unione sportiva amaranto.
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