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Pontedera, è finita per fortuna

Andreas Quirici
Pontedera, è finita per fortuna

Masi, mai una stagione così travagliata: né da giocatore né da tecnico

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 PONTEDERA. Un punto a Carpi è bastato per raggiungere l'obiettivo. I granata hanno ottenuto la salvezza in serie D. All'ultima giornata, è vero, ma in una stagione molto difficile, in un girone estremamente complicato, si sono salvati senza ricorrere alla coda velenosa dei playoff. Un risultato molto importante, non tanto per il futuro che resta sempre più incerto, quanto per la dimostrazione di orgoglio e di professionalità offerta da giocatori, allenatore e dirigenti. «È stato un anno ingestibile - spiega l'allenatore Marco Masi - sotto tutti i punti di vista. Ma solo grazie ai giocatori la città ha potuto mantenere la categoria». Un patto d'acciaio che ha portato il Pontedera a giocarsi tutto all'ultima partita, contro una delle squadre più forti del girone. Il Carpi aveva bisogno di un punto per fortificare la sua posizione playoff e la gara è scivolata via liscia anche per i granata. «È stata una di quelle gare - dice ancora il tecnico in cui le squadre hanno obiettivi più o meno comuni e che spesso si risolvono bene. È chiaro che al minimo errore può crollare tutto, ma ci siamo comportati bene e siamo riusciti a ottenere ciò che volevamo».  Una stagione difficile, la più difficile per Masi. «Non mi era mai capitato in carriera - riprende - né da giocatore, né da allenatore di vivere casi di questo genere. Dopo un mese non sapevamo già più a chi rivolgersi. Senza rimborsi e senza riferimenti all'interno della società è difficile allenarsi ogni giorno e giocare la domenica pensando solo al bene della squadra. I ragazzi sono riusciti in quest'impresa e il merito è tutto loro. Accomuno tutti i 23 giocatori in un'impresa che dall'interno può essere considerata storica». Solo tre mensilità percepite e una latitanza da parte della proprietà che lascia interdetti, ma che a Masi dispiace, specie per la città.  «Ho fatto 4 anni a Pontedera - dice ancora - e la reputo una piazza molto importante. Avrebbe grandissime potenzialità, ma con una situazione societaria come questa è impensabile fare calcio a Pontedera. Mi dispiace davvero, ma la realtà è questa e se non c'è un'inversione di marcia al più presto la situazione rischia di precipitare».

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