Il Tirreno

Pontedera

Ponte a Egola in trionfo «Ci stiamo proprio bene sul tetto d'Italia»

Rachele Di Saverio
Ponte a Egola in trionfo «Ci stiamo proprio bene sul tetto d'Italia»

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 PONTE A EGOLA. Mercoledì l'intera cittadina di Ponte a Egola s'è fermata. Negozi chiusi, bar deserti e nessuno per strada: un intero paese è partito alla volta di Roma per sostenere il Tuttocuoio nella finale di Coppa Italia contro la Capriatese Boys.  Esodo anche dalle fabbriche e dalle concerie della zona per questo appuntamento con la storia: l'azienda materie plastiche Icla, il magazzino Ghizzanpelli, il Cuoificio Toscano e molte altre hanno rischiato di restare senza manodopera per un'intera giornata. Ma alla fine il lungo viaggio e la giornata di lavoro perso sono state ripagate da un netto 3-1 che ha permesso di alzare al cielo la 44ª Coppa Italia Dilettanti. Il giorno successivo a Ponte a Egola si respira ancora aria di festa, facce stanche ma felici dopo la notte di festeggiamenti al Leporaia con tanto di fuochi d'artificio: «Ieri ho appeso un cartello alla porta della macelleria con scritto: "chiuso tutti a Roma!" e sono partito - racconta Leandro Benvenuti, titolare dell'omonima macelleria nel centro del paese - durante il viaggio d'andata sentivamo un po' di tensione ma al ritorno è esplosa la festa già iniziata allo stadio con la dirigenza e i calciatori e tutti quelli che non erano potuti venire a Roma. La squadra - continua Leandro - è stata protagonista di una grande prestazione, sono ragazzi eccezionali e il merito è anche di un grande mister».  Leandro ha un unico rammarico: «Non ci hanno fatto portare le trombe e i tamburi dentro la stadio di Casal del Marmo ma il tifo non è comunque mancato: siamo campioni d'Italia!». Stesso clima euforico anche nel negozio di barbiere di Giancarlo Cantini e in quello adiacente della moglie Nerina: anche loro ieri hanno lasciato "baracca e burattini" e sono partiti con l'intera famiglia alla volta della capitale: «Siamo grandi. Un giorno bellissima - esordisce Giancarlo - il primo tempo è stato duro e anche quando gli avversari hanno pareggiato c'era paura. Poi i ragazzi hanno sfoderato grande grinta e hanno portato a casa il trofeo». Al rientro la voglia di "gridare" il trionfo del Tuttocuoio è incontenibile: «Arrivati a Ponte a Egola coi pullman - racconta Nerina - abbiamo cominciato a suonare i clacson perché tutti dovevano sapere della vittoria!».

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