Sicurezza
CICLISMO
Il più grande deiMori dice basta
Luciano Gianfranceschi /
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A sinistra il babbo Primo Mori con Carlo Ricci e i figli Massimiliano e Manuele; sopra una premiazione al Trofeo Gorini e a destra con Paolo Fornaciari, Marzio Bruseghin e il diesse del Team Lampre Giuseppe Martinelli Prima stagione agonistica... in gelateria, un po' nel negozio di San Miniato Basso e un po' in quello di Fucecchio, per Massimiliano Mori: buon passista, 36 anni di cui 15 in bicicletta, gli ultimi con campioni come il velocista Alessandro Petacchi, il vincitore del Giro d'Italia 2004 Damiano Cunego, e l'iridato Re leone Cipollini, del quale era il "treno" che propiziava la volata
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SAN MINIATO. Prima stagione agonistica... in gelateria, un po' nel negozio di San Miniato Basso e un po' in quello di Fucecchio, per Massimiliano Mori: buon passista, 36 anni di cui 15 in bicicletta, gli ultimi con campioni come il velocista Alessandro Petacchi, il vincitore del Giro d'Italia 2004 Damiano Cunego, e l'iridato Re leone Cipollini, del quale era il "treno" che propiziava la volata.
Ora va a vedere le corse degli altri, perché a restare nel giro è interessato. «La crisi economica morde anche nel ciclismo professionisti - racconta - la società ha ridimensionato l'organico. Mi sentivo motivato a continuare per un'altra annata, anche per trasmettere esperienza ai più giovani».
Qualcuno già lo vede sulle orme del babbo Primo, il "Morino", che ha vinto tantissimo anche sull'ammiraglia Juniores, con la Ader's e ultimamente con la Arianna Rimor, e da questa stagione con l'empolese Ambra Cavallini Vangi. Anche il Morino ha di che vantarsi come scalatore: protagonista al Tour de France vinto da Gimondi, un giorno in rosa al Giro d'Italia nel 1971 quando la Salvarani vinse la cronostaffetta di Brindisi.
Riprende Massimiliano: «Ho avuto proprio nei giorni scorsi un'offerta per salire su un'ammiraglia come direttore sportivo, e mettere a frutto l'esperienza acquisita. Ma dopo lo stop da corridore ho deciso per un anno sabbatico. Tornerò all'impegno agonistico, come diesse, probabilmente nel 2011. Oppure concretizzerò un mio progetto, ambizioso, che richiede altro tempo».
Ma intanto l'assenza d'adrenalina si fa sentire. Gli sportivi non ci vogliono credere, d'altronde ha sempre fatto sport: dapprima col calcio alla Catena: «Ero anche bravino. Poi provai a salire in bicicletta, per divertimento: la prima corsa della categoria Giovanissimi fu una vittoria, un successo tutto mio e non di squadra come nel calcio, e così scelsi le due ruote. Esordiente e Allievo ho gareggiato con la maglia biancazzurra dell'Uc Ponte a Egola, con maggiore impegno, e dal 1995 professionista in squadre importanti».
Non dev'essere facile, quando ci si sente ancora in gamba scendere di sella. «Si sa che dovrà succedere, a parole si dice che è normale, però è pur sempre un distacco dal mondo per tre lustri importante nella mia vita. Ho corso in gare con la leggenda Pantani. Con Alessandro Ballan, compagno di squadra e campione del mondo. Adrenalina pura».
Il sottoscritto scrisse il primo articolo su Max Mori nel 1992, quando - Juniores con la Pitti Shoes, azienda fucecchiese dell'appassionato Giampiero Ferri, società sportiva il Quattro Strade Perignano - vinse la maglia iridata della cronosquadre in Grecia. Titolo che bissò due anni dopo da militare. La stagione scorsa era alla Lampre, col fratello Manuele, più giovane (che aveva un contratto biennale).
Alla Lampre, Massimiliamo Mori ha lasciato un po' il cuore, nonostante l'improvviso distacco, e anche il fratello Manuel, 30 anni il prossimo settembre. Dei tre Mori, l'unico che non ha cambiato niente nella nuova stagione 2010.
Ora va a vedere le corse degli altri, perché a restare nel giro è interessato. «La crisi economica morde anche nel ciclismo professionisti - racconta - la società ha ridimensionato l'organico. Mi sentivo motivato a continuare per un'altra annata, anche per trasmettere esperienza ai più giovani».
Qualcuno già lo vede sulle orme del babbo Primo, il "Morino", che ha vinto tantissimo anche sull'ammiraglia Juniores, con la Ader's e ultimamente con la Arianna Rimor, e da questa stagione con l'empolese Ambra Cavallini Vangi. Anche il Morino ha di che vantarsi come scalatore: protagonista al Tour de France vinto da Gimondi, un giorno in rosa al Giro d'Italia nel 1971 quando la Salvarani vinse la cronostaffetta di Brindisi.
Riprende Massimiliano: «Ho avuto proprio nei giorni scorsi un'offerta per salire su un'ammiraglia come direttore sportivo, e mettere a frutto l'esperienza acquisita. Ma dopo lo stop da corridore ho deciso per un anno sabbatico. Tornerò all'impegno agonistico, come diesse, probabilmente nel 2011. Oppure concretizzerò un mio progetto, ambizioso, che richiede altro tempo».
Ma intanto l'assenza d'adrenalina si fa sentire. Gli sportivi non ci vogliono credere, d'altronde ha sempre fatto sport: dapprima col calcio alla Catena: «Ero anche bravino. Poi provai a salire in bicicletta, per divertimento: la prima corsa della categoria Giovanissimi fu una vittoria, un successo tutto mio e non di squadra come nel calcio, e così scelsi le due ruote. Esordiente e Allievo ho gareggiato con la maglia biancazzurra dell'Uc Ponte a Egola, con maggiore impegno, e dal 1995 professionista in squadre importanti».
Non dev'essere facile, quando ci si sente ancora in gamba scendere di sella. «Si sa che dovrà succedere, a parole si dice che è normale, però è pur sempre un distacco dal mondo per tre lustri importante nella mia vita. Ho corso in gare con la leggenda Pantani. Con Alessandro Ballan, compagno di squadra e campione del mondo. Adrenalina pura».
Il sottoscritto scrisse il primo articolo su Max Mori nel 1992, quando - Juniores con la Pitti Shoes, azienda fucecchiese dell'appassionato Giampiero Ferri, società sportiva il Quattro Strade Perignano - vinse la maglia iridata della cronosquadre in Grecia. Titolo che bissò due anni dopo da militare. La stagione scorsa era alla Lampre, col fratello Manuele, più giovane (che aveva un contratto biennale).
Alla Lampre, Massimiliamo Mori ha lasciato un po' il cuore, nonostante l'improvviso distacco, e anche il fratello Manuel, 30 anni il prossimo settembre. Dei tre Mori, l'unico che non ha cambiato niente nella nuova stagione 2010.
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