Attenzione
CALCIO
In campo inseguendo un sogno
Francesca Lombardi / Andreas Quirici
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Sopra il titolo: Simone Caciagli (in maglia chiara) A sinistra: Davide AdornatoNella Rappresentativa di serie D al Torneo di Viareggio ci sono anche due giocatori di squadre della zona (Pontedera e Forcoli): si tratta del centrocampista Simone Caciagli e del portiere Davide Adornato.
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Nella Rappresentativa di serie D al Torneo di Viareggio ci sono anche due giocatori di squadre della zona (Pontedera e Forcoli): si tratta del centrocampista Simone Caciagli e del portiere Davide Adornato.
Pontedera, Simone Caciagli. Una soddisfazione immensa ritrovarsi alla corte di mister Roberto Polverelli per il granata Simone Caciagli che dal Pontedera è passato direttamente alla Rappresentativa. A lui, addirittura, l'onore della fascia di capitano. Meglio non poteva proprio andare. «Sono contento e ringrazio mister Polverelli per l'opportunità - spiega dal ritiro della Coppa Carnevale il centrocampista pontederese -. Questa manifestazione è una vetrina importante e da qui potrebbe nascere qualcosa di positivo per il futuro».
Caciagli è cresciuto nelle giovanili del Pisa prima di passare nella stagione 2008/09 al Melfi in C2. Quest'anno l'approdo a Pontedera e la convocazione nella Rappresentativa. Segno che la grinta e la determinazione mostrate con la casacca granata danno frutti; in effetti il giovane Caciagli è sempre uno dei migliori in campo e un punto di riferimento. «Ringrazio mister Marco Masi per avermi dato modo di mettermi in mostra; è grazie a lui se sono al torneo - afferma Simone - mi sento bene e cerco di dare il meglio; purtroppo a Pontedera ci sono problemi».
Ma lasciando da parte i veleni granata, Caciagli è concentrato sulla Viareggio Cup. «Per regolamento sono stati inseriti due elementi classe '89 - sottolinea con entusiasmo Simone - io sono uno dei due del campionato nazionale Dilettanti di tutta Italia. È motivo di soddisfazione, sono il più grande e sono anche capitano». Insomma il ragazzino tutto riccioli che corre come una lepre sul manto erboso ha l'occasione di dimostrare a osservatori e tecnici quanto vale.
L'occasione è ghiotta e l'esordio di lunedì contro l'Apia Leichard Tiger è stato da urlo: tre reti della squadra di Polverelli. Oggi però l'avversario che capitan Caciagli & C si troveranno di fronte è più impegnativo. A Montemurlo dovranno affrontare la quotata Inter che punta alla vittoria finale. «Se contro i nerazzurri riuscissimo a spuntarla saremmo quasi agli ottavi» dice Caciagli.
C'è da pensare alla lotta per la salvezza del Pontedera, ma la testa è comprensibilmente alla Coppa Carnevale. «Spero di tornare in granata il più tardi possibile», conclude Simone.
Forcoli, Davide Adornato. Ha la maglia numero 12 della Rappresentativa di serie D, ma già il fatto di aver battuto la concorrenza di circa 250 portieri nati fra il 1990 e il 1991 è motivo di grande soddisfazione per Davide Adornato, estremo difensore del Forcoli, studente al liceo sportivo di Cascina, impegnato al Torneo di Viareggio.
«Credo di essermelo meritato - dice - ma senza il mio preparatore al Forcoli Alessandro Montagnani, i miei compagni, l'allenatore e la società non ce l'avrei fatta. Forcoli è il luogo ideale per lavorare con tranquillità e i risultati per quanto mi riguarda si stanno vedendo». Adornato si è seduto in panchina nella prima gara della Coppa Carnevale e probabilmente lo farà anche oggi nella sfida con l'Inter a Montemurlo. «Non è un problema - spiega - anche se qui il clima che si respira è di grande competizione. Nessuno si sente riserva, io compreso, e si lavora per far cambiare idea all'allenatore Roberto Polverelli».
Adornato è nato nel 1991 a Navacchio, dove ha giocato fino all'età di 9 anni, per poi passare all'Empoli. In azzurro è rimasto per sette stagioni, passando poi alla Lucchese e disputando i campionati Allievi nazionali e Berretti. Fallita la società rossonera, è diventato padrone del suo cartellino, trovando un posto al Pontedera (l'anno scorso), ma giungendo a Gavorrano. Dalla passata estate è approdato al Brunner dove si sta comportando molto bene.
«Faccio quello che devo fare - spiega - perché il ruolo del portiere è molto diverso da quello di un difensore, di un centrocampista o un attaccante. Serve concentrazione, ma anche forza mentale. I miei allenatori dicono che questo è il mio lato forte e cerco di sfruttarlo al meglio. Le cose vanno bene, ma è chiaro che non bisogna mai abbassare la guardia o rilassarsi».
Pontedera, Simone Caciagli. Una soddisfazione immensa ritrovarsi alla corte di mister Roberto Polverelli per il granata Simone Caciagli che dal Pontedera è passato direttamente alla Rappresentativa. A lui, addirittura, l'onore della fascia di capitano. Meglio non poteva proprio andare. «Sono contento e ringrazio mister Polverelli per l'opportunità - spiega dal ritiro della Coppa Carnevale il centrocampista pontederese -. Questa manifestazione è una vetrina importante e da qui potrebbe nascere qualcosa di positivo per il futuro».
Caciagli è cresciuto nelle giovanili del Pisa prima di passare nella stagione 2008/09 al Melfi in C2. Quest'anno l'approdo a Pontedera e la convocazione nella Rappresentativa. Segno che la grinta e la determinazione mostrate con la casacca granata danno frutti; in effetti il giovane Caciagli è sempre uno dei migliori in campo e un punto di riferimento. «Ringrazio mister Marco Masi per avermi dato modo di mettermi in mostra; è grazie a lui se sono al torneo - afferma Simone - mi sento bene e cerco di dare il meglio; purtroppo a Pontedera ci sono problemi».
Ma lasciando da parte i veleni granata, Caciagli è concentrato sulla Viareggio Cup. «Per regolamento sono stati inseriti due elementi classe '89 - sottolinea con entusiasmo Simone - io sono uno dei due del campionato nazionale Dilettanti di tutta Italia. È motivo di soddisfazione, sono il più grande e sono anche capitano». Insomma il ragazzino tutto riccioli che corre come una lepre sul manto erboso ha l'occasione di dimostrare a osservatori e tecnici quanto vale.
L'occasione è ghiotta e l'esordio di lunedì contro l'Apia Leichard Tiger è stato da urlo: tre reti della squadra di Polverelli. Oggi però l'avversario che capitan Caciagli & C si troveranno di fronte è più impegnativo. A Montemurlo dovranno affrontare la quotata Inter che punta alla vittoria finale. «Se contro i nerazzurri riuscissimo a spuntarla saremmo quasi agli ottavi» dice Caciagli.
C'è da pensare alla lotta per la salvezza del Pontedera, ma la testa è comprensibilmente alla Coppa Carnevale. «Spero di tornare in granata il più tardi possibile», conclude Simone.
Forcoli, Davide Adornato. Ha la maglia numero 12 della Rappresentativa di serie D, ma già il fatto di aver battuto la concorrenza di circa 250 portieri nati fra il 1990 e il 1991 è motivo di grande soddisfazione per Davide Adornato, estremo difensore del Forcoli, studente al liceo sportivo di Cascina, impegnato al Torneo di Viareggio.
«Credo di essermelo meritato - dice - ma senza il mio preparatore al Forcoli Alessandro Montagnani, i miei compagni, l'allenatore e la società non ce l'avrei fatta. Forcoli è il luogo ideale per lavorare con tranquillità e i risultati per quanto mi riguarda si stanno vedendo». Adornato si è seduto in panchina nella prima gara della Coppa Carnevale e probabilmente lo farà anche oggi nella sfida con l'Inter a Montemurlo. «Non è un problema - spiega - anche se qui il clima che si respira è di grande competizione. Nessuno si sente riserva, io compreso, e si lavora per far cambiare idea all'allenatore Roberto Polverelli».
Adornato è nato nel 1991 a Navacchio, dove ha giocato fino all'età di 9 anni, per poi passare all'Empoli. In azzurro è rimasto per sette stagioni, passando poi alla Lucchese e disputando i campionati Allievi nazionali e Berretti. Fallita la società rossonera, è diventato padrone del suo cartellino, trovando un posto al Pontedera (l'anno scorso), ma giungendo a Gavorrano. Dalla passata estate è approdato al Brunner dove si sta comportando molto bene.
«Faccio quello che devo fare - spiega - perché il ruolo del portiere è molto diverso da quello di un difensore, di un centrocampista o un attaccante. Serve concentrazione, ma anche forza mentale. I miei allenatori dicono che questo è il mio lato forte e cerco di sfruttarlo al meglio. Le cose vanno bene, ma è chiaro che non bisogna mai abbassare la guardia o rilassarsi».
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