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BOXE

Alì trionfa nella "sua" Pontedera

Andreas Quirici
A sinistra l’arbitro decreta vincitore Alì; sopra il pubblico che festeggia la vittoria
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A sinistra l’arbitro decreta vincitore Alì; sopra il pubblico che festeggia la vittoria

Otto riprese per battere la strada del titolo europeo dei supermedi. Alì Mohamed Ndiaye ha sconfitto ai punti il lettone Jevgenijs Andrejevs, che prima di ieri sera aveva disputato 39 incontri

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PONTEDERA. Otto riprese per battere la strada del titolo europeo dei supermedi. Alì Mohamed Ndiaye ha sconfitto ai punti il lettone Jevgenijs Andrejevs, che prima di ieri sera aveva disputato 39 incontri. Alì, che vanta adesso 17 incontri di cui 16 vinti, ha faticato un po', ma alla fine ha avuto la meglio, dimostrando di aver ritrovato la giusta vena davanti al pubblico della sua città.
Il palazzetto dello sport pontederese si è riempito lentamente, ma l'attrattiva per la boxe nella città della Vespa alla fine è stata irresistibile. E come dubitarne. Qui è cresciuto un tale Alessandro Mazzinghi che ha reso Pontedera famosa in tutto il mondo avviando una tradizione pugilistica che è stata poi ereditata proprio dallo stesso Alì Ndiaye. E il senegalese naturalizzato italiano questo lo sa benissimo: «Prima di me a Pontedera il titolo italiano lo aveva vinto proprio Mazzinghi», ha detto il pugile, aggiungendo il concetto espresso nei giorni scorsi: «Con la boxe a questi livelli non si campa una famiglia come la mia. Ho una moglie e un figlio e ho bisogno di un lavoro. Faccio volentieri sacrifici per allenarmi e vincere. Magari un titolo europeo o, perché no, la corona mondiale. Ma senza un'occupazione è davvero molto difficile salire sul ring e pensare solo al pugilato».
L'appello era ed è rivolto al sindaco Simone Millozzi, con il quale si è incontrato durante la conferenza stampa di presentazione del match di ieri sera, ma ora dovrà essere approfondita la questione riguardante il riconoscimento che il pugile chiede a Pontedera.
Almeno a guardare la presenza dei pontederesi al palazzetto ieri sera, la città ha risposto bene alla riunione di pugilato che ha opposto prima la scuola di Lubiana, in Croazia, con quella pontederese, e poi Alì Ndiaye con il lettone. Le due tribune con molto pubblico, fatto di varie generazioni. Da quella che ha visto crescere Mazzinghi (e magari lo ha seguito anche negli incontri che lo hanno portato sul tetto del mondo) a quella dei giovanissimi che guardano al pugilato come uno sport forse un po' troppo violento, ma comunque sempre attraente, diverso da ciò che praticano abitualmente. E' su occasioni di questo tipo che la pugilistica Galileo "Alessandro Mazzinghi" punta per incrementare il numero degli attuali 30 ragazzi che si allenano e combattono per diventare campioni. Ovviamente, buona anche la rappresentanza dei senegalesi di Pontedera, da sempre vicini al loro beniamino che ce l'ha fatta, grazie a tanti sacrifici e a grandi qualità sportive.
Se Alì proseguirà il suo percorso verso il titolo di campione europeo, Pontedera tutta sarà sicuramente al fianco del suo campione.

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