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Ciclismo

Dalla squalifica al professionismo

Una vittoria di Bani
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Una vittoria di Bani

Il campioncino Eugenio Bani, 60 vittorie nella sua carriera giovanile, squalificato ultimamente per 21 mesi dalla procura antidoping del Coni perché risultato positivo alla gonadotropina corionica (Hgc), fa il grande salto dagli Juniores direttamente tra i professionisti

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S. LORENZO ALLE CORTI. Il campioncino Eugenio Bani, 60 vittorie nella sua carriera giovanile, squalificato ultimamente per 21 mesi dalla procura antidoping del Coni perché risultato positivo alla gonadotropina corionica (Hgc), fa il grande salto dagli Juniores direttamente tra i professionisti.
Sembra incredibile ma tutto è nato da un commento sul noto sito tuttobiciweb, dove un appassionato blogger proponeva a Bani di rivolgersi a Fanini, «l'unico che l'avrebbe potuto aiutare». E così è andata. Dopo aver letto la proposta di quel lettore, l'atleta è stato accompagnato dal padre alla sede di Amore & Vita e ha incontrato proprio Ivano Fanini con l'obbiettivo di trovare una soluzione che possa far uscire Eugenio Bani dalla intricata e non certo facile situazione in cui si è trovato.

Lo stesso Fanini si è mostrato molto disponibile al punto di farlo correre nelle file di Amore & Vita (che sembra venga affiancata dal 2010 da un altro grande sponsor come la Conad).
Rimane il problema della squalifica che vieta al corridore cascinese di prendere parte alle corse in Italia, ma l'attività del team attualmente più vecchio come presenza nelle corse del mondo prevede una ricca presenza di gare all'estero.
Ma Ivano Fanini non si ferma certo qui: «L'atleta è stato oggetto di un'ingiustizia, senza dubbio - osserva con la decisione e la schiettezza che gli sono riconosciute da sempre - frutto del sistema corrotto in cui si trova il ciclismo oggi, in particolare in Italia. I regolamenti federali non prevedono controlli mirati nelle categorie minori e ciò lascia di fatto campo libero ai maneggioni di poter dopare indisturbati fin dalle classi più giovani. Così come Bani».
È proprio il caso accaduto a questo atleta, il quale, sempre secondo Ivano Fanini «non poteva essere dopato di propria iniziativa. Non si può pensare - spiega il patron lucchese - che un 18enne riesca a trovare un veleno come la gonadotropina corionica, senza l'aiuto di persone maneggione che sono intorno a lui per vari motivi».
E senza mezzi termini lancia accuse: «Sono venuto a conoscenza, addirittura, che questo atleta veniva dopato anche quando era sempre minorenne. È contro di loro, questi maneggioni, che bisogna puntare il dito. Il ragazzo è soltanto una pedina manovrata ad arte da persone di maggior esperienza nel settore del ciclismo».

E poi la provocazione di Ivano Fanini: «Andrebbero squalificati i principali dirigenti italiani, in quanto responsabili in solido con le persone intorno a Bani, per aver lasciato un vuoto nei regolamenti antidoping delle categorie minori. La squalifica diventa solo la punizione per un capro espiatorio che, invece, mette in evidenza le enormi mancanze di regolamenti concreti e copre la mala fede di coloro che si trincerano dietro il ragazzo. Ho deciso di appoggiare il ragazzo perché faccia opposizione a tale squalifica».
Sarà l'occasione per mettere in luce le vere responsabilità «dello staff intorno a lui e anche di spingere la Fci, una volta per tutte, a creare dei regolamenti che tutelino questi giovani, impedendo che si ripetano casi come Bani. Un 18enne che sbaglia principalmente a causa di altri, deve essere aiutato a capire il suo errore ma soprattutto a essere riportato sulla strada giusta e non squalificato per due anni segnandolo per sempre la sua giovane carriera. «Credo che il procuratore Torri dovrà prestare particolare attenzione a questo caso, essendo un ragazzino il protagonista di questa vicenda.

Secondo il patron dell'Amore & Vita, sarebbe veramente un peccato «lasciar fermo quasi due anni un atleta con il talento puro di Eugenio, tanto più perché sono convinto che è già pronto a gareggiare e ben figurare tra i professionisti. Se i nostri intenti - conclude Fanini - andranno in porto Bani potrà correre già tra pochi mesi nelle corse che si disputano all'estero. In quel caso stabiliremo un altro record, schierando in formazione il corridore prof più giovane del mondo».

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