Gioco
PONTEDERA
Sarà firmato a giornil'accordo per progettarela nuova Bientinese
Cristiano Marcacci
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Alcuni tir sulla Bientinese nonostante il divieto3 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Bientinese, qualcosa si muove. Oltre alla stessa strada, ovviamente. Dal momento che ogni giorno ci sono una buca e un avvallamento in più rispetto al giorno prima. Con il passare dei mesi, la trafficata arteria che collega le province di Pisa e Lucca, da Bientina ad Altopascio, viene pian piano inghiottita dal padule.
Sembra quasi un budello d'asfalto costruito sulle sabbie mobili. Da tempo si dice che occorre studiare al più presto un'alternativa, una strada nuova. Ne sono convinte tutte le amministrazioni coinvolte, ma il nocciolo della questione rimane il reperimento delle risorse occorrenti. Dove trovare i soldi per finanziare l'opera? Per il momento, bisogna accontentarsi delle buone intenzioni e queste saranno presto certificate su un foglio recante varie firme.
«Stiamo procedendo - ci spiega l'assessore ai lavori pubblici e alla viabilità della Provincia di Pisa Gabriele Santoni - verso uno degli obiettivi che il presidente Pieroni aveva inserito nel programma di legislatura. Entro poche settimane, sarà firmato un protocollo d'intesa tra le Province di Lucca e Pisa e la Regione Toscana con l'impegno a trovare i soldi per il progetto di fattibilità di una variante. In sostanza, con questo passaggio, la Regione s'impegnerà a finanziare la progettazione preliminare dell'intervento. Un primo passo molto importante - sottolinea Santoni - che consentirà alla nuova Bientinese di figurare tra le opere giudicate prioritarie a partire dal 2010, quando la Regione Toscana avrà un nuovo presidente e una nuova giunta».
L'assessore provinciale concorda sul fatto che l'attuale strada sia ridotta in condizioni che definire "pessime" non rende giustezza alla realtà. «Sotto il profilo della manutenzione - rileva Santoni - nella Bientinese abbiamo investito una mole di risorse molto superiori alla media. Purtroppo, come si sa, la nuova asfaltatura non regge perché il padule fa proprio crollare la sede stradale». Una speranza per alleggerire la strada da un po' di traffico verrà dalla realizzazione della Calcinaia-Cascine di Buti-Bientina. «L'opera - riprende Santoni - è già stata finanziata con i fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, circa 17 milioni di euro) e la sua cantierizzazione è attesa per l'anno prossimo».
Sul fronte dei mezzi pesanti, intanto, nessuna novità rispetto a quanto denunciato dal Tirreno alcuni mesi fa. Nonostante il nuovo divieto ai tir di stazza superiore alle sette tonnellate e mezzo (sono principalmente loro a rovinare l'asfalto), sulla Bientinese i "bisonti della strada" continuano a transitare in modo indisturbato, come testimoniano indiscutibilmente le foto che pubblichiamo, scattate nel giro di pochissimi minuti qualche mattina fa. Eppure, secondo le ordinanze in vigore e mai ritirate (come ci conferma l'assessore provinciale Santoni), potrebbero percorrere quella strada solo i camion che devono raggiungere le zone industriali di Bientina e Buti e che quindi rientrano nelle deroghe previste dal provvedimento. Ma tutti gli altri, centinaia e centinaia al giorno? Passano e via. Tanto i controlli non esistono. Ce ne fu un'ondata solo dopo l'inchiesta del Tirreno, poi, dopo anche le proteste delle associazioni di categoria, le divise non si sono fatte più vedere. Anche perché, forse, affaccendate in faccende più serie e urgenti.
Fatto sta che la Bientinese continua ad essere una vera e propria zona franca, dentro la quale chiunque infrange le regole è sicuro di farla franca grazie all'assenza di controlli e sorveglianza. Questo accade sul fronte del divieto di transito ai mezzi pesanti, come già detto, ma anche su quello del rispetto dei limiti di velocità: in certi punti si dovrebbe procedere a non più di 30 all'ora, ma chi se ne importa! La gente sfreccia anche a più di cento. E così per la prostituzione: le ragazze si vendono giorno e sera. Senza il minimo ostacolo, né per loro né per chi le avvicina.
Sembra quasi un budello d'asfalto costruito sulle sabbie mobili. Da tempo si dice che occorre studiare al più presto un'alternativa, una strada nuova. Ne sono convinte tutte le amministrazioni coinvolte, ma il nocciolo della questione rimane il reperimento delle risorse occorrenti. Dove trovare i soldi per finanziare l'opera? Per il momento, bisogna accontentarsi delle buone intenzioni e queste saranno presto certificate su un foglio recante varie firme.
«Stiamo procedendo - ci spiega l'assessore ai lavori pubblici e alla viabilità della Provincia di Pisa Gabriele Santoni - verso uno degli obiettivi che il presidente Pieroni aveva inserito nel programma di legislatura. Entro poche settimane, sarà firmato un protocollo d'intesa tra le Province di Lucca e Pisa e la Regione Toscana con l'impegno a trovare i soldi per il progetto di fattibilità di una variante. In sostanza, con questo passaggio, la Regione s'impegnerà a finanziare la progettazione preliminare dell'intervento. Un primo passo molto importante - sottolinea Santoni - che consentirà alla nuova Bientinese di figurare tra le opere giudicate prioritarie a partire dal 2010, quando la Regione Toscana avrà un nuovo presidente e una nuova giunta».
L'assessore provinciale concorda sul fatto che l'attuale strada sia ridotta in condizioni che definire "pessime" non rende giustezza alla realtà. «Sotto il profilo della manutenzione - rileva Santoni - nella Bientinese abbiamo investito una mole di risorse molto superiori alla media. Purtroppo, come si sa, la nuova asfaltatura non regge perché il padule fa proprio crollare la sede stradale». Una speranza per alleggerire la strada da un po' di traffico verrà dalla realizzazione della Calcinaia-Cascine di Buti-Bientina. «L'opera - riprende Santoni - è già stata finanziata con i fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, circa 17 milioni di euro) e la sua cantierizzazione è attesa per l'anno prossimo».
Sul fronte dei mezzi pesanti, intanto, nessuna novità rispetto a quanto denunciato dal Tirreno alcuni mesi fa. Nonostante il nuovo divieto ai tir di stazza superiore alle sette tonnellate e mezzo (sono principalmente loro a rovinare l'asfalto), sulla Bientinese i "bisonti della strada" continuano a transitare in modo indisturbato, come testimoniano indiscutibilmente le foto che pubblichiamo, scattate nel giro di pochissimi minuti qualche mattina fa. Eppure, secondo le ordinanze in vigore e mai ritirate (come ci conferma l'assessore provinciale Santoni), potrebbero percorrere quella strada solo i camion che devono raggiungere le zone industriali di Bientina e Buti e che quindi rientrano nelle deroghe previste dal provvedimento. Ma tutti gli altri, centinaia e centinaia al giorno? Passano e via. Tanto i controlli non esistono. Ce ne fu un'ondata solo dopo l'inchiesta del Tirreno, poi, dopo anche le proteste delle associazioni di categoria, le divise non si sono fatte più vedere. Anche perché, forse, affaccendate in faccende più serie e urgenti.
Fatto sta che la Bientinese continua ad essere una vera e propria zona franca, dentro la quale chiunque infrange le regole è sicuro di farla franca grazie all'assenza di controlli e sorveglianza. Questo accade sul fronte del divieto di transito ai mezzi pesanti, come già detto, ma anche su quello del rispetto dei limiti di velocità: in certi punti si dovrebbe procedere a non più di 30 all'ora, ma chi se ne importa! La gente sfreccia anche a più di cento. E così per la prostituzione: le ragazze si vendono giorno e sera. Senza il minimo ostacolo, né per loro né per chi le avvicina.
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