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Pontedera al paloOra la situazioneha bisogno di rimedi

Francesca Lombardi
Il granata Checchi uno dei pochi a salvarsi
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Il granata Checchi uno dei pochi a salvarsi

In questi giorni sono attesi dei provvedimenti. Crisi profonda. L'unica espressione adatta a descrivere il momento del Pontedera è questa. Non ci sono alternative. Continua il filotto di sconfitte dopo cinque giornate di campionato.

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PONTEDERA. Crisi profonda. L'unica espressione adatta a descrivere il momento del Pontedera è questa. Non ci sono alternative. Continua il filotto di sconfitte dopo cinque giornate di campionato. Dal 1912 i tifosi non ricordano un periodo così buio. Non ci sono vie d'uscita. Sembra un parente lontano quella squadra che sconfisse la nazionale di Sacchi e vinse un campionato di C2.
Oggi si lotta tra i dilettanti per non scendere ulteriormente di categoria. E pensare che domenica contro il Fossombrone, dopo un primo tempo senza emozioni, la rete di Ceccarelli aveva illuso per un attimo perfino gli ultrà che in settimana, dopo il derby di Coppa col Ponsacco, erano imbestialiti ccon tutta la squadre. Solo per un attimo però. Esattamente per 4 minuti, poi è arrivato il colpo di testa del marchigiano Varoli che ha portato gli ospiti al pareggio. Infine, a un quarto d'ora dal termine e con il Fossombrone ridotto in dieci, l'errore di Giani su un retropassaggio per Poli trova pronto Duranti che segna il gol del definitivo 1-2.
Fischio finale e altra sconfitta da analizzare per capire perché tutto va così, dannatamente, male. «Cinque sconfitte consecutive a inizio stagione sono difficili da gestire - spiega il direttore sportivo Stefano Tognozzi - non credo che la colpa sia di Marco Masi, vedo i giocatori stanchi di una situazione che va avanti da troppo tempo, a Pontedera non c'è programmazione, ogni anno ci sono voci su nuovi interessati a rilevare la società e non è semplice capire come muoversi, questo è un gruppo malato, dilaniato dalle polemiche, ora l'importante è salvare il Pontedera, il resto passa in secondo piano».
Dunque, forse la causa della disfatta granata sta nella precaria situazione societaria e nella costante ricerca di fantomatiche persone che possano prendere il testimone da Carletto Monni per ripartire da capo, senza debiti. L'ingresso di Michele Videtta, intanto come sponsor, aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti tifosi, sfiniti dopo anni di tira e molla. Finalmente qualcosa di concreto era arrivato. Ma poi tutto sembra si sia fermato lì. Nessuna presentazione ufficiale dello sponsor, niente utilizzo del campo di Romaiano messo a disposizione dall'imprenditore edile, nessun passo in avanti nel rilevamento della società. E i punti restano zero. «Pensavo di trovare un gruppo motivato invece non è così, sembra che alcuni giocatori siano rimasti per fare un piacere alla società - prosegue Tognozzi - devono assumersi le proprie responsabilità, altrimenti sono liberi di andarsene».
Che sia ancora la questione rimborsi spese a non far concentrare i giocatori sul manto erboso? Potrebbe essere. Di certo però qualcosa deve pur cambiare. Si attendono decisioni in questi giorni. D'altra parte la posizione è troppo scomoda, oltre che poco dignitosa, per la gloriosa Unione sportiva.

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di Redazione web