Il Tirreno

Pontedera

Atletica leggera

Piero, il prof che scopre talenti

Francesca Lombardi
Piero Amidei (qui sotto) e due atleti impegnati nelle loro discipline
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Piero Amidei (qui sotto) e due atleti impegnati nelle loro discipline

Sono ottanta gli attuali iscritti C'è anche un baby di undici anni E nessuno ha l'assillo del podio

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PONTEDERA. Sono molte le specialità dell'atletica leggera: corsa, salto in alto, lancio del martello, salto in lungo, sono solo alcune di queste. La Polisportiva Aurora le porta avanti tutte, con passione, dal 1976, anno della sua fondazione nei locali del Circolo Gronchi. Un'atletica che cresce sempre più in città e che, come altri sport minori, di nicchia come si suole dire, regala numerose soddisfazioni grazie ad atleti che sono delle vere e proprie promesse dello sport italiano. E l'anima di questa associazione pontederese, colui che ogni giorno si ritrova con i suoi ragazzi per seguirli durante gli allenamenti è Piero Amidei, professore di educazione fisica alle scuole medie di Capannoli, uno che lo sport ce l'ha nel sangue. «Provo un grande piacere a stare con questi giovani - spiega Piero - il mio lavoro consiste nell'insegnare attività motoria, ma il bello è che al campo sportivo di Pontedera trovo ragazzi già motivati, giovani che amano l'atletica leggera e che si allenano con impegno». Già, l'impegno, la costanza, la tenacia, doti fondamentali nello sport. «Questa disciplina è composta da attività molto semplici - sottolinea Amidei - correre, saltare, lanciare oggetti fanno parte del dna dell'uomo, ci deve essere però negli sportivi un grande entusiasmo altrimenti non possono andare avanti».
Nell'atletica si trovano sempre persone più brave. Se un atleta è il più forte nel salto in alto in Italia, si rende presto conto che fuori dall'Italia c'è chi vola più in su di lui, e così non bisogna esaltarsi: essere i migliori è davvero difficile. Ogni record può essere superato con facilità dagli avversari.
Scorrendo il filo dei ricordi Piero Amidei, tra i fondatori della Polisportiva insieme all'attuale presidente Gianfranco Bertoncini, ricorda ciò che era l'atletica un tempo e ciò che invece è adesso. «Una volta l'atletica leggera era lo sport con il quale un bambino iniziava la sua pratica sportiva - dice Amidei - tutti facevano atletica e poi venivano canalizzati in altri sport, oggi è diverso, ogni sport viene iniziato a 5-6 anni, all'atletica si arriva dopo, quando magari un ragazzo si accorge di non poter sfondare nel calcio o nel basket, è un modo per fare movimento senza troppe pressioni».
In questa disciplina, infatti, anche i genitori, che in genere vedono nei loro piccoli i futuri Roberto Baggio o Michael Jordan, hanno poche aspettative, non si attendono grandi risultati dai figli che si tengono a distanza dai sogni di gloria. "L'atletica - aggiunge Piero Amidei - ha per questo delle possibilità educative e dei valori diversi da qualsiasi altro sport".
E così i ragazzi crescono bene tra un giro di pista, un lancio del giavellotto e tante risate in compagnia. È un gruppo unito quello composto dagli 80 iscritti alla Polisportiva, dagli 11 anni in su, una compagine dove il più grande aiuta il più piccolo, senza discriminazioni.
Certo arrivare primi piace a tutti, ma almeno nell'atletica questo pensiero non diventa un chiodo fisso.
Francesca Lombardi

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