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CANOTTAGGIO CHE PASSIONE

Canottieri, altro titolo mondiale

Francesca Lombardi
Canottieri, altro titolo mondiale

È arrivato un altro titolo mondiale per la Canottieri Pontedera grazie al trionfo di Lorenzo Bertini, domenica a Poznan (Polonia) nel quattro di coppia. Così il medagliere della società sportiva pontederese arriva a quota dieci

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PONTEDERA. È arrivato un altro titolo mondiale per la Canottieri Pontedera grazie al trionfo di Lorenzo Bertini, domenica a Poznan (Polonia) nel quattro di coppia. Così il medagliere della società sportiva pontederese arriva a quota dieci. Una bella soddisfazione per un team nato trent'anni fa per volontà di un gruppo di amici che vogavano insieme a Calcinaia.
Con gli anni, i successi sono aumentati e atleti ne sono passati tanti sulle barche della Canottieri che vanta la presenza di un mito come Leonardo Pettinari. In lui a 14 anni si vedeva già la stoffa del campione: nel 1987 vinse i Giochi della Gioventù e da allora continua a fare incetta di medaglie iridate che hanno coronato una carriera straordinaria, simile sotto molti aspetti a quella del neo campione del mondo Lorenzo Bertini. Insieme a loro tanti altri atleti hanno portato la società pontederese ai vertici del canottaggio e, tra chi alla fine a lasciato i remi e chi invece ha continuato ad allenarsi con grande dedizione remando almeno due ore al giorno, oggi la società conta 30-35 atleti.

I numeri non sono alti come a esempio nel calcio, ma per uno sport di nicchia va più che bene, d'altra parte per motivi di spazio e costi delle barche questa attività non può essere estesa.
Uno sport duro dove la spunta chi si allena con impegno e sacrificio. Occorrono almeno 6 anni per formare un canottiere. In altre discipline si inizia a gareggiare a 5 anni, nel canottaggio non prima degli 11. La maturità, dunque, arriva più tardi e deve essere raggiunta con grande pazienza e disciplina. Oggi spesso ai ragazzi mancano certi valori e quindi si tengono alla larga da uno sport così duro che difficilmente potrà farti guadagnare milioni di euro. E proprio perché non circolano assegni a tanti zeri, si resta fuori dai "sistemi" di altri mondi sportivi, quelli dove la vittoria vale incassi stellari. È solo la passione che anima il canottiere, quell'amore che dà la forza di remare ancora, di provare a superare gli avversari per sentirsi il migliore, per rendersi conto che i faticosi allenamenti al mattino presto, magari prima di andare a scuola, non sono stati inutili.

La Canottieri Pontedera ha tra le sue file due o tre allenatori che con sentimento si dedicano ai propri allievi, senza pensare al guadagno personale, solo per il gusto di farlo, di veder crescere i giovani e sperare che un giorno possano seguire le orme di Pettinari e Bertini. Forse è anche questo il segreto dell'associazione che ormai trasmette i suoi valori generazione dopo generazione. I padri mandano i figli, i figli i fratelli e così col passaparola la Canottieri Pontedera è diventata il fiore all'occhiello della città. Ormai a Pontedera non si va più fieri per il calcio o per il basket, ma per uno sport minore, per quel canottaggio che trova su un percorso in acqua di 15 km una zona ottimale per sfornare le giovani promesse del futuro.

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