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La Castellani ha gettato la spugna

Francesca Lombardi
La Castellani ha gettato la spugna

Niente da fare. È caduto il sipario sulla Castellani basket e sulla sua avventura nella massima serie femminile. I soldi necessari per l'iscrizione al campionato e per affrontare i costi della stagione in serie A1 non sono stati trovati: 500-600 mila euro erano sembrati davvero, sin dall'inizio, una cifra difficile da racimolare e infatti la società pontederese è stata costretta a gettare definitivamente la spugna.

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PONTEDERA. Niente da fare. È caduto il sipario sulla Castellani basket e sulla sua avventura nella massima serie femminile.
I soldi necessari per l'iscrizione al campionato e per affrontare i costi della stagione in serie A1 non sono stati trovati: 500-600 mila euro erano sembrati davvero, sin dall'inizio, una cifra difficile da racimolare e infatti la società pontederese è stata costretta a gettare definitivamente la spugna.
«Dopo l'appello che avevamo lanciato a possibili sponsor, nessuno si è fatto avanti, neppure con una telefonata» spiega il presidente Riccardo Caponi che annuncia anche la sua decisione di lasciare la società di basket. «Non rimarrò alla guida della società - dichiara Caponi - so che l'intenzione è quella di formare un nuovo gruppo che giocherà in serie B, naturalmente anche se lascio il mio posto da dirigente, sarò sempre disponibile con la mia azienda a versare una piccola quota come sponsor».
Dunque nascerà qualcosa di nuovo e verrà dato largo spazio a giovani promesse che negli anni potrebbero tentare magari una nuova scalata verso la categoria più alta, quella che la stagione 2009/2010 non vedrà purtroppo il basket femminile pontederese come protagonista.
L'ormai ex presidente Riccardo Caponi ci tiene particolarmente a precisare una questione. «Abbiamo rilevato tre anni fa una squadra in serie A2 che aveva qualche debito - sottolinea Caponi - dopo la fine del campionato, quando abbiamo visto che le risorse necessarie erano troppo elevate, abbiamo deciso di provare a cedere la società di A1 a costo zero e soprattutto senza alcun debito al seguito. Nessuno però ha notato questo passaggio, non siamo riusciti a far rilevare il titolo, non ci siamo iscritti e nello stesso tempo automaticamente abbiamo perso i cartellini delle nostre giocatrici».
Purtroppo è andata così, ma i dirigenti sono sicuri di aver fatto la scelta giusta. «Sinceramente non ce la siamo sentiti di iscrivere ugualmente la squadra e partire subito in deficit - afferma ancora Riccardo Caponi - lo sponsor riusciva a coprire solo il 10-15% del budget necessario, se avessimo avuto almeno il 70-80% del totale allora avremmo potuto anche provare. Ma nella situazione in cui ci siamo venuti a trovare abbiamo preferito evitare rischi». Quindi se la Castellani da un lato ha fatto il passo più lungo della gamba (almeno sul parquet), dall'altro lo staff ha mostrato di avere la testa ben salda sulle spalle e ha evitato di intraprendere un percorso che alla fine avrebbe portato danni peggiori.
Era scesa in campo per risollevare le sorti anche l'amministrazione comunale, ma la partita era sembrata subito troppo difficile e così la mancata iscrizione alla serie A1 era quasi scontata, nonostante i tifosi e lo stesso staff sperassero in un futuro diverso.
Qualche giorno fa era intervenuto anche il presidente onorario Giovanni Vivaldi. «La situazione non è rosea - aveva dichiarato lo stesso Vivaldi - ma i dirigenti stanno cercando una soluzione, la gestione di un campionato in A1 non è semplice, servono tanti soldi e forze nuove che al momento sembra non ci siano: è meglio lasciare ora piuttosto che far iniziare una situazione che può diventare insanabile». Il presidente onorario era stato profetico: il sogno della massima categoria è stato abbandonato, ora è atteso un nuovo assetto societario che riesca a comporre una squadra di giovani promesse.
D'altra parte se il calcio in Valdera ha già dato largo spazio ai giovani a causa dei budget ridotti, ora è arrivato il turno anche del basket. Molti soldi necessari e pochi imprenditori disposti ad investire segnano un periodo non particolarmente positivo per lo sport del territorio pisano.

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