La manifestazione
pontedera sport
Consoliamoci con i giovani
Andreas Quirici
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La formazione dell’anno 1994«Credo che Carletto Monni debba essere grato a chi ha lavorato nel settore giovanile del Pontedera, sia in termini tecnici che dal punto di vista economico».
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PONTEDERA. «Credo che Carletto Monni debba essere grato a chi ha lavorato nel settore giovanile del Pontedera, sia in termini tecnici che dal punto di vista economico».
E' difficile per Mirko Fogli, responsabile insieme a Vittorio Rossi delle cinque squadre di ragazzi del Pontedera, analizzare la stagione appena conclusa senza fare riferimento alle vicende societarie legate alla disponibilità a cedere la proprietà da parte di Monni. Il dirigente non lo dice chiaramente, ma utilizza una frase abbastanza comprensibile sulle mancate retribuzioni di quest'annata, rispondendo a una domanda precisa: «Sì, in pratica tutti noi abbiamo fatto quasi del tutto volontariato».
Eppure, di risultati importanti ne sono arrivati. «Non parlo di quelli legati alla classifica - dice Fogli, figlio del celebre Romano, grande campione del calcio italiano del passato ed ex allenatore di varie squadre nazionali - ma dei giocatori che abbiamo visto crescere. Quest'anno, sono arrivati in prima squadra ragazzi come Mainardi, Regoli, Arrighini, Eros e Maicol Ceccarelli. Cinque elementi su cui si potrebbe tranquillamente puntare l'anno prossimo per la serie D. E poi abbiamo la squadra Allievi del 1992 che ha vinto il campionato regionale con 20 punti di vantaggio, che sta facendo bene da tre anni e che salirà in blocco nella formazione Juniores l'anno prossimo. Tre o quattro di loro, se Accattini e Noccioli resteranno, partiranno per il ritiro con i più grandi. Questo è il risultato di quattro anni di lavoro».
Fogli definisce i suoi ragazzi come patrimonio del Pontedera. «Se invece di acquistare solo ed esclusivamente giocatori di categoria - sottolinea, mentre parlotta con Giulia Tanini, la segretaria tuttofare - avessimo cominciato a guardare ai giovani del vivaio con maggiore convinzione, probabilmente questa situazione societaria non ci sarebbe e i conti sarebbero un po' meno difficili da sistemare. Andare avanti non è stato semplice neanche per noi. Ogni giorno ci siamo confrontati con voci, articoli di giornali e sviluppi della vicenda legata alla cessione del Pontedera. Parlare chiaro ai ragazzi e alle famiglie sul loro futuro calcistico a Pontedera è stata l'unica via percorribile e abbiamo fatto proprio questo. Per fortuna, molti di loro ci hanno ascoltati e adesso qualcuno di questi giovani potrebbe avere ottime chance di andare avanti in questo ambiente. Senza contare che il Pontedera ora può contare su giocatori giovani da cui ricavare molto in termini tecnici, senza contare eventuali risparmi di stipendi o addirittura introiti da possibili cessioni».
Le squadre del settore giovanile del Pontedera sono cinque: gli Esordienti provinciali (classe 1995) allenati da Cristian Martini e Diego Ferraro, i Giovanissimi provinciali (1994) allenati da Cristian Tortorelli, gli Allievi provinciali (1993) allenati da Eric Ciampolini, gli Allievi regionali (1992) guidati da Francesco Donati, figlio di Ettore, allenatore della Primavera dell'Empoli, e gli Juoniores nazionali (1990 e 1991) allenati da Daniele Micheletti.
Un buon numero di ragazzi da sottrarre anche alla concorrenza delle società limitrofe, in mezzo a mille difficoltà. Alcune anche particolari. «Pensate all'importanza del pullmino - dice Fogli -. Oggi non puoi permetterti di non andare a prendere i giocatori a casa per portarli agli allenamenti o alle partite. Se non ci vai tu, ci va qualcun altro. Purtroppo, oggigiorno funziona in questa maniera e non ci si può far nulla. Un tempo era diverso e i pullmini servivano quasi esclusivamente per andare tutti insieme alle partite. Il problema è che i mezzi costano e i miracoli non sempre riescono».
E' difficile per Mirko Fogli, responsabile insieme a Vittorio Rossi delle cinque squadre di ragazzi del Pontedera, analizzare la stagione appena conclusa senza fare riferimento alle vicende societarie legate alla disponibilità a cedere la proprietà da parte di Monni. Il dirigente non lo dice chiaramente, ma utilizza una frase abbastanza comprensibile sulle mancate retribuzioni di quest'annata, rispondendo a una domanda precisa: «Sì, in pratica tutti noi abbiamo fatto quasi del tutto volontariato».
Eppure, di risultati importanti ne sono arrivati. «Non parlo di quelli legati alla classifica - dice Fogli, figlio del celebre Romano, grande campione del calcio italiano del passato ed ex allenatore di varie squadre nazionali - ma dei giocatori che abbiamo visto crescere. Quest'anno, sono arrivati in prima squadra ragazzi come Mainardi, Regoli, Arrighini, Eros e Maicol Ceccarelli. Cinque elementi su cui si potrebbe tranquillamente puntare l'anno prossimo per la serie D. E poi abbiamo la squadra Allievi del 1992 che ha vinto il campionato regionale con 20 punti di vantaggio, che sta facendo bene da tre anni e che salirà in blocco nella formazione Juniores l'anno prossimo. Tre o quattro di loro, se Accattini e Noccioli resteranno, partiranno per il ritiro con i più grandi. Questo è il risultato di quattro anni di lavoro».
Fogli definisce i suoi ragazzi come patrimonio del Pontedera. «Se invece di acquistare solo ed esclusivamente giocatori di categoria - sottolinea, mentre parlotta con Giulia Tanini, la segretaria tuttofare - avessimo cominciato a guardare ai giovani del vivaio con maggiore convinzione, probabilmente questa situazione societaria non ci sarebbe e i conti sarebbero un po' meno difficili da sistemare. Andare avanti non è stato semplice neanche per noi. Ogni giorno ci siamo confrontati con voci, articoli di giornali e sviluppi della vicenda legata alla cessione del Pontedera. Parlare chiaro ai ragazzi e alle famiglie sul loro futuro calcistico a Pontedera è stata l'unica via percorribile e abbiamo fatto proprio questo. Per fortuna, molti di loro ci hanno ascoltati e adesso qualcuno di questi giovani potrebbe avere ottime chance di andare avanti in questo ambiente. Senza contare che il Pontedera ora può contare su giocatori giovani da cui ricavare molto in termini tecnici, senza contare eventuali risparmi di stipendi o addirittura introiti da possibili cessioni».
Le squadre del settore giovanile del Pontedera sono cinque: gli Esordienti provinciali (classe 1995) allenati da Cristian Martini e Diego Ferraro, i Giovanissimi provinciali (1994) allenati da Cristian Tortorelli, gli Allievi provinciali (1993) allenati da Eric Ciampolini, gli Allievi regionali (1992) guidati da Francesco Donati, figlio di Ettore, allenatore della Primavera dell'Empoli, e gli Juoniores nazionali (1990 e 1991) allenati da Daniele Micheletti.
Un buon numero di ragazzi da sottrarre anche alla concorrenza delle società limitrofe, in mezzo a mille difficoltà. Alcune anche particolari. «Pensate all'importanza del pullmino - dice Fogli -. Oggi non puoi permetterti di non andare a prendere i giocatori a casa per portarli agli allenamenti o alle partite. Se non ci vai tu, ci va qualcun altro. Purtroppo, oggigiorno funziona in questa maniera e non ci si può far nulla. Un tempo era diverso e i pullmini servivano quasi esclusivamente per andare tutti insieme alle partite. Il problema è che i mezzi costano e i miracoli non sempre riescono».
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