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Pontedera

Il caso

Fucecchio, alunno spruzza lo spray al peperoncino in aula: due ragazze in ospedale

di Andreas Quirici

	L'ingresso dell'istituto Checchi in viale Gramsci 
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L'ingresso dell'istituto Checchi in viale Gramsci 

L’episodio si è verificato all’istituto Checchi di Fucecchio, nella sede principale di viale Gramsci: subito individuato il responsabile

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FUCECCHIO. Spray al peperoncino spruzzato in aula durante una lezione e due studentesse finite in ospedale per accertamenti. Una con il malessere tipico di chi inala la sostanza urticante, l’altra per lo spavento preso.

Cosa è successo 

È successo ieri mattina all’istituto Checchi di Fucecchio, nella sede principale di viale Gramsci all’interno di una classe prima dell’indirizzo in Manutenzioni e assistenza tecnica. Il responsabile è già stato individuato e per lui si presentano due percorsi. Uno dettato dall’indagine dei carabinieri, che sono stati chiamati praticamente subito dal personale dell’istituto d’istruzione superiore. L’altro della stessa scuola che avvierà una valutazione interna di quanto avvenuto. E sullo sfondo potrebbe esserci la sospensione del ragazzo.Anche se non è certo che l’esito del procedimento possa terminare con il temporaneo allontanamento dai compagni di colui che ha utilizzato lo spray al peperoncino alle 10,30 circa, causando l’intervento del personale sanitario su mezzi inviati dalla centrale operativa del 118 dell’Asl Toscana Centro. «Dovremo valutare a fondo quale decisione prendere - spiega la preside Genny Pellitteri -. La vicenda sarà sottoposta anche al consiglio di classe per ottenere una scelta il più possibile condivisa e utile per dare una punizione significativa al ragazzo, ma anche per evitare di crocifiggerlo. Non sempre è positiva la sospensione».

Il contesto attuale 

Anche perché la bravata di ieri mattina s’inserisce in un contesto particolare che sta vivendo la scuola italiana. Tra manifestazioni in piazza, danneggiamenti, occupazioni e minacce di ripetere le scene viste, per esempio, in centro a Milano tra sabato e domenica, la punizione per uno studente diventa un tema delicato. «Questa è una fase in cui bisogna stare molto attenti - riprende la dirigente scolastica -. Magari è stata una ragazzata oppure c’è stato spirito di emulazione per quello che sta succedendo in molti istituti superiori in Italia. Dovremo valutare attentamente il da farsi».

Due ragazze in ospedale 

Intanto non ci sono state gravi conseguenze per le due ragazze soccorse dopo aver respirato la sostanza della bomboletta spray. Quella portata all’ospedale San Giuseppe di Empoli per tranquillizzarla, è stata presa in carico proprio per farle passare lo spavento dopo il caos in classe generato dall’uso dello spray al peperoncino. L’altra è finita al pronto soccorso perché, anche a distanza dal momento in cui c’è stato il fuggi fuggi generale degli studenti, accusava ancora il malessere tipico di queste situazioni. Per entrambi, comunque, il trasporto in ambulanza al complesso ospedaliero empolese è avvenuto con il codice verde, sinonimo di casi non gravi.I carabinieri, intanto, stanno lavorando per ricostruire la vicenda tra le testimonianze dei ragazzi, dell’insegnante presente in quel momento durante la lezione e dello stesso responsabile. Una vicenda difficile da prevedere per il personale della scuola e i professori. E che, alla fine per fortuna, si è risolta senza gravi conseguenze sanitarie e di ordine pubblico.

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