Il rogo
Paziente dimenticata due volte: dottori vanno via prima della visita – «Non è possibile essere trattati così»
Protagonista della doppia disavventura è la signora Katia, sanminiatese, che non è stata visitata nè a Scandicci nè a Prato
SAN MINIATO. Una visita medica come tante: l’appuntamento fissato tramite Cup, l’arrivo in accettazione, il ticket da pagare e poi ad aspettare la chiamata. I minuti passano, l’orologio scorre, la stanza si svuota mentre i rumori si assopiscono. Infine la scoperta: il medico se n’è andato da più di mezzora dimenticandosi dell’ultimo appuntamento della mattinata.
Cosa è successo
È la disavventura capitata lo scorso lunedì a Katia, sanminiatese, arrivata agli ambulatori Pas di Scandicci per una visita prenotata alla figlia. «L’appuntamento era per le 11,45 - racconta la donna - e poco prima abbiamo fatto l’accettazione. Ci hanno detto di sederci e di controllare il cartellone per essere chiamate. Di lì a poco è entrato nella stanza del medico un signore che aveva appuntamento alle 12 ed è uscito pochi minuti dopo. A quel punto eravamo convinte che ci avrebbero chiamato, anche perché restavamo solo noi. Invece niente: alle 12,25 ci siamo affacciate nella stanza e dentro non c’era nessuno». Tornate all’accettazione per chiedere spiegazioni, madre e figlia si sono sentite rispondere, «con un candore che mi ha fatto infuriare» aggiunge Katia, che il dottore se ne era andato. «Dagli sguardi fra impiegati - racconta - ho capito che non fosse il primo pasticcio di quel medico. Solo quando gli ho detto che non avrei accettato altri appuntamenti in un altro giorno, hanno chiamato il dottore sul cellulare per provare a farlo tornare indietro, ma ha risposto che non poteva».
Nuovo appuntamento da fissare
Da qui la rabbia della donna, alla quale gli impiegati hanno fatto una nota di credito per recuperare il costo del ticket, che adesso dovrà fissare un nuovo appuntamento, «chissà per quando e per dove» dice.
Il clamoroso precedente
A rendere tutto più surreale, però, è il fatto che avesse già vissuto un episodio identico a inizio estate, in quel caso in un ambulatorio alla Misericordia di Prato. «Era una visita per me - spiega - a cui ero arrivata in ritardo per la coda all’accettazione. Allo sportello però mi avevano tranquillizzata dicendo che non c’erano problemi. Invece dopo un’ora e mezza scopro che il dottore se n’era andato, dimenticandosi dell’ultimo paziente della mattina. Mi era passato davanti ma non conoscendolo non c’avevo fatto caso». Anche in quel caso alla donna era stato proposto di fissare un altro appuntamento con lo stesso medico. «Ho risposto di no - dice - perché non posso affidare la mia salute a una persona che si comporta in modo così poco serio. Sono dovuta tornare a Prato anche la mattina dopo per recuperare i soldi del ticket, perché essendo già pomeriggio non potevano fare più niente». Per questo la donna ha deciso di raccontare questo doppio episodio: «Perché per farci visitare siamo costretti a fare anche 60 o 80 chilometri tra andata e ritorno pagando il carburante e cercando di incastrare lavoro e impegni, ma poi non è possibile essere trattati in questo modo per una dimenticanza».
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