Polizia
Volterra, Granarolo trasferisce la produzione: sette lavoratori rischiano il posto
La società emiliana ha comunicato di voler lasciare l’ex caseificio Pinzani. Il sindaco: «Questa è una situazione atipica»
VOLTERRA. Problema occupazionale all’ex caseificio Pinzani, dov’è stata ripresa l’attività da parte di Granarolo. Il colosso del latte e prodotti derivati ha comunicato ai dipendenti la chiusura dell’impianto produttivo con il trasferimento nel Bolognese, terra d’origine della società.
Il sindaco
«Il problema è che non siamo di fronte a una crisi aziendale – dice il sindaco di Volterra, Giacomo Santi – e i sette dipendenti non possono accedere ad ammortizzatori sociali. Granarolo ha semplicemente detto loro di trasferirsi in Emilia». E si capisce quanto questo possa essere destabilizzante per un lavoratore che si trova di fronte al bivio di perdere il lavoro o di salvarlo ma al costo di dover lasciare abitudini, terra d’origine e, magari, la famiglia. Di questo argomento se ne parlerà nel prossimo consiglio comunale in programma mercoledì.
Le reazioni politiche
Il gruppo di maggioranza FareVolterra, guidato dal consigliere Guido Verdianelli, ha infatti presentato una mozione dal titolo “decisione del gruppo Granarolo di lasciare la sede produttiva di Volterra (ex caseificio Pinzani). Impegno del sindaco e della giunta e richiesta di intervento alla Regione Toscana”. L’aspettativa è di poter aprire una strada per individuare una soluzione pratica da sottoporre ad azienda e dipendenti. Ovviamente col supporto della Regione. «Perché questa è una situazione atipica. Il nostro obiettivo è trovare un modo per la ricollocazione in zona del personale attualmente in forza a Granarolo nel caseificio di Volterra», aggiunge il sindaco Santi. Ma questo può essere un percorso non breve. E, nel frattempo, le famiglie dei lavoratori avranno bisogno di sostegno economico. Da qui la richiesta di coinvolgere l’ente guidato dal presidente Eugenio Giani.
La storia
La storia recente dell’ex caseificio Pinzani è stata caratterizzata da una cessazione dell’attività con conseguente vendita all’asta della struttura dopo un incendio. Nel 2023 è arrivata Granarolo che ha preso in affitto la struttura per 30 anni facendo ripartire la produzione.
L’immobile è ancora all’asta ma adesso si apre lo scenario della serrata. «Ci è stato detto che non è più conveniente continuare a produrre a Volterra», ammette Santi che sta lavorando per trovare una soluzione per i lavoratori.
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