L'iniziativa
Pontedera, omicidio di Flavia Mello Agonigi: «L’imputato è sano di mente» – L’esito della perizia
Il processo verso la discussione dell’abbreviato fissata per il 21 aprile. Il delitto nell’ottobre del 2024
PONTEDERA. «L’imputato è capace di intendere e di volere e di partecipare al processo». Ieri davanti al gup del tribunale di Pisa , dove è in corso il processo sul delitto avvenuto a Sant’Ermo nel comune di Casciana Terme Lari, è stato sentito il dottor Davide Ribechini, psichiatra e dirigente del servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Pisa, incaricato dal tribunale della perizia su Kristian Emanuele Nannetti, 35 anni, reo confesso dell’omicidio di Flavia Mello Agonigi, 54 anni. Il medico ha illustrato i risultati della propria perizia. L’imputato ha infatti di essere giudicato con rito abbreviato, condizionato all’esito della perizia psichiatrica.
La perizia
Il consulente ha concluso che l’omicida della 54enne brasiliana era in grado di intendere e volere al momento del fatto, così com’è in grado di stare nel processo, pur avendo una personalità disturbata ed essendo affetto da bipolarismo.
L’incarico a Ribechini è stato conferito dal gup nei mesi scorsi quando il difensore dell’imputato, Massimiliano Calderani, chiese il processo con rito abbreviato condizionato, appunto, all’esito della consulenza psichiatrica. La difesa di Nannetti, infatti, all’esito di una perizia di parte, chiede il riconoscimento di una ridotta capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dell’omicidio. La parte civile, il marito della vittima, è assistito dall’avvocato Gabriele Dell’Unto.
La storia
Flavia Mello Agonigi è stata uccisa nell’ottobre 2024, per alcuni giorni la vittima sembrava scomparsa nel nulla. Poi il ritrovamento. Nannetti poche ore dopo l’arresto è in un successivo interrogatorio ha ammesso i fatti sostenendo di avere fatto tutto da solo e dando la sua versione dei fatti.
La lite
Nannetti ha sempre sostenuto che la lite fra i due sarebbe scoppiata perché Flavia avrebbe preteso soldi in più sulla prestazione concordata per essere arrivata da Chiesina Uzzanese, la notte fra l’11 e il 12 ottobre scorsi, a Sant’Ermo. Flavia – secondo il racconto dell’imputato – lo avrebbe preso per il collo e lui, sentendosi soffocare, l’avrebbe colpita in testa con una bottiglia. Ma lei sarebbe tornata ad afferrarlo: così, trovato un coltello sul tavolo, lui l’avrebbe colpita all’ascella e dietro la schiena. Poi ha raccontato di aver preso il cadavere, di averlo coperto e di averlo portato in cantina.
Le indagini
Gli accertamenti medico-legali sul corpo della vittima hanno però riscontrato almeno venti ferite inferte con un coltello e confermato la colluttazione fra i due. Flavia, quindi, aveva cercato di difendersi, come dimostrano le lesioni alle mani e alle dita che si procurò nel tentativo di afferrare l’arma per evitare i fendenti. L’uomo venne arrestato dalla polizia di Pontedera e dalla squadra mobile di Pisa una decina di giorni dopo la scomparsa della 54enne.
La discussione
Il processo va verso la discussione dell’abbreviato che è stata fissata per il prossimo 21 aprile.
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