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L'inchiesta

Cascina, morì nell’auto giù nel canale: indagati 4 dipendenti comunali

di Sabrina Chiellini

	L'auto finita nel fossato e il ponte dove è avvenuto l'incidente (foto Stick)
L'auto finita nel fossato e il ponte dove è avvenuto l'incidente (foto Stick)

Continua l’inchiesta della procura sull’incidente costato la vita a Maria Albanese. Oltre alle eventuali responsabilità del conducente si valutano i sistemi di sicurezza

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CASCINA. Una giornata di pioggia finita in tragedia nella campagna di San Giorgio, nel comune di Cascina. Un’auto con a bordo due coniugi finisce fuori strada e si ribalta nel canale colmo d’acqua dopo le piogge. A perdere la vita – alla fine dello scorso novembre – è stata Maria Albanese, 78 anni. Alla guida c’è il marito, che ancora non si dà pace. Lui riesce a salvarsi, aiutato dai soccorritori, lei invece resta intrappolata tra le lamiere e muore, forse per annegamento.

L’inchiesta

A distanza di mesi da quel tragico pomeriggio si apprende che la procura di Pisa ha indagato, oltre al conducente della vettura, difeso dall’avvocato Andrea Callaioli di Pisa, anche quattro dipendenti comunali dell’area lavori pubblici e manutenzioni.

Accertamenti

Sono stati iscritti nel registro degli indagati quando il magistrato che segue le indagini sull’incidente stradale ha affidato gli incarichi per due accertamenti tecnici irripetibili, l’autopsia, per stabilire le cause della morte della pensionata. E l’incarico per la ricostruzione della dinamica dell’incidente avvenuto in prossimità di un ponticello dove in passato ci sono stati altri incidenti.

L’auto, che secondo le prime verifiche procedeva a velocità ridotta, è finita nel fosso in un punto in cui le spallette del ponte erano già cadute ed erano state sostituite in maniera provvisoria da alcune transenne. Anche queste però, almeno in parte, erano cadute. Di fatto quel tratto, da quello che è emerso, era senza adeguate protezioni. Da qui la necessità della procura, ai fini della valutazione delle eventuali responsabilità, di capire se c’è un nesso causale con l’incidente o anche una concausa per la mancanza di adeguati sistemi di sicurezza.

L’amministrazione

Finora l’amministrazione comunale ha evitato ogni commento sulla vicenda, pur confermando che sul territorio comunale ci sono una serie di ponti che è complesso capire quali siano le modalità più corrette per intervenire. Un modo anche per evitare eventuali “letture” da parte della politica. La giunta comunale avrebbe deciso, gli atti sono di questi giorni, di formalizzare il patrocinio del Comune all’esito delle conclusioni delle indagini preliminari che riguardano i quattro dipendenti.

La storia

Fin dai momenti successivi all’incidente mortale i cittadini avevano segnalato le criticità di quel ponte nella strada di campagna vicino all’Arnaccio. Da una parte il cordoglio e la vicinanza nei confronti di una famiglia conosciuta, colpita da una tragedia che ha sconvolto tutti. Dall’altra il disappunto di chi ha segnalato più volte le criticità di quell’area, di quella strada e di quel ponte sulla curva, come altri sprovvisto di barriere in grado di proteggere integralmente da eventuali cadute nel fosso. Questi gli stati d’animo dei momenti successivi, sia dei cittadini che dei familiari della vittima. Più di un cittadino si è chiesto come sarebbe andata se il ponte fosse stato messo in sicurezza con delle spallette o dei parapetti più estesi. In considerazione anche del fatto che quella dove è morta Maria non è stata la prima auto a cadere nel fossato in quella zona.


 

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