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Sulla dialisi il sindaco di Pontedera chiede scusa: «Ora però si apra al più presto»

di Sabrina Chiellini
Sulla dialisi il sindaco di Pontedera chiede scusa: «Ora però si apra al più presto»

Ennesimo contrattempo nel cantiere del Lotti che si trascina da anni

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PONTEDERA Il sindaco Matteo Franconi chiede scusa ai pazienti dializzati dell’ospedale Lotti che da tre lustri attendono di potersi curare nel nuovo reparto di dialisi. Il primo settembre l’Associazione nazionale Emodializzati dialisi e trapianti si aspettava di poter finalmente inaugurare il reparto. Così era stato annunciato dal sindaco, in accordo con l’Asl Toscana nord ovest. Invece il cantiere è rimasto finora come la tela di Penelope, interminabile.

«Ha ragione Maria Cristina Venturi e con lei l’associazione Emodializzati dialisi e trapianti sulla mancata apertura del nuovo reparto dialisi dell’ospedale. Mi dispiace e mi scuso per aver creato un’aspettativa che non si è concretizzata nei termini che avevo riferito». Dopo tutto il tempo trascorso e i ritardi accumulati in questi anni (per ragioni tecniche, operative e burocratiche e non certo per volontà politiche e aziendali) la data «che mi era stata fornita con un documento ufficiale (di inizio agosto) indicava esplicitamente l’attivazione per il 1° settembre – ci tiene a sottolineare il sindaco – Posso avere molti difetti ma non certo quello di parlare a sproposito facendo annunci che non siano supportati da documenti e comunicazioni ufficiali. Non lo faccio mai e non l’ho fatto nemmeno questa volta». Il primo cittadino non ci sta: lui l’annuncio l’ha dato in buona fede, dice con un post su Facebook.

«Sono una persona seria e quando parlo (soprattutto di questioni così delicate) misuro anche le virgole e non oltrepasso mai le mie competenze istituzionali; tant’è che ho annunciato l’apertura della nuova dialisi solo dopo aver ricevuto un crono-programma firmato dalla direzione del presidio ospedaliero. Voglio solo sperare, anzi pretendere a nome della città, che si tratti di un ritardo di una manciata di giorni». Il tempo “sarebbe” ormai scaduto. «Ma il punto è che in questa vicenda anche soltanto un giorno rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti di chi da anni lo attende, questo giorno. Proprio per questo mi assumo io la responsabilità di metterci la faccia e l’onere di scusarmi in primis con i pazienti e poi con l’Associazione» sono le parole di Franconi. In serata l’Asl ha espresso il suo disappunto nei confronti della ditta appaltatrice. «Ad oggi l’impresa appaltatrice, nonostante i numerosi solleciti formali, non ha fornito le certificazioni dei materiali e le dichiarazioni di conformità necessarie per concludere le pratiche autorizzative da inviare alla Regione Toscana, senza le quali non è possibile avviare l’attività sanitaria». Secondo Maria Cristina Venturi, che si è rivolta al nostro giornale, nel reparto mancano alcune porte, per fare un esempio. «Siamo consapevoli dei ritardi ma stiamo agendo in maniera ferma nei confronti della ditta mettendo in atto tutte le azioni possibili a nostra disposizione. Confidiamo in una rapida conclusione di queste ultime fasi del percorso» aggiunge l’Asl. Sullo stato dell’arte dei lavori alla dialisi interviene anche l’ufficio tecnico che precisa che i lavori sono terminati e che la commissione di accreditamento, il 28 agosto scorso, ha effettuato il sopralluogo con esito positivo. Se il cantiere non farà passi in avanti ci saranno «ulteriori azioni di rivalsa». Nel frattempo vari esponenti del centrodestra sono intervenuti per chiedere certezza sui tempi di apertura del reparto.
 

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