Vecchiano, il lupo si spinge verso il mare: avvistamento alla Bufalina
L’incontro ravvicinato avvenuto in pieno giorno. La raccomandazione di non sciogliere i cani al guinzaglio
VECCHIANO. C’è chi, attraverso i tanti commenti sui social, l’ha già definito “lupo di mare”: è l’esemplare che si aggira alla Bufalina (il comune è quello di Vecchiano ma sul confine con Torre del Lago) , spingendosi fino sulla spiaggia. A immortalarlo, domenica scorsa, è il bel video di Gabriele Cipriani. Siamo in pieno giorno, nella zona ci sono persone a passeggio grazie ai primi caldi, il lupo passa e va di buon passo. «È stata un esperienza meravigliosa», commenta l’autore del video.
Qualche settimana fa, più di un esemplare è stato avvistato, di notte, sulla spiaggia di Torre del Lago. «Attenzione», è uno dei post social delle ultime settimane: «Sul mare dietro i locali c’è un branchetto di lupi. Nel caso li incontriate non sciogliete i cani dal guinzaglio». E, ancora, un’altra testimonianza: «Sono molto diffidenti e si allontanano sempre. Però c’è uno che fa da ronda ed esce fino a dopo le dune sul mare. L’ho incontrato diverse volte». Incontro con il lupo anche per chi si alza all’alba per lavoro: «Li trovo spesso, quando vado ad aprire il bar, verso le 5,30, sul viale dei Tigli. Non sono aggressivi, ma in pineta il cane lo tengo al guinzaglio».
Una famiglia di lupi e l’equilibrio dell’ecosistema
Il gruppo di lupi che si aggira tra la Bufalina e la Marina di Torre del Lago, spingendosi fino in pineta di Levante verso Viareggio, non fa parte di quello “storico” presente nella porzione pisana del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. «Negli ultimi anni a San Rossore si è stanziata una coppia di lupi che ha formato una famiglia», spiega l’Ente Parco attraverso il proprio ufficio stampa. Lupi che «si nutrono di daini e contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecosistemico, impedendo che questi ungulati vadano nuovamente in sovrannumero. Negli anni passati, infatti, i daini in eccesso avevano messo a rischio la rigenerazione della flora e la biodiversità delle piante».
Da decenni il Parco ha avviato «una collaborazione con un gruppo di ricercatori, guidati dal professor Marco Apollonio, che seguono, monitorano e censiscono i grandi mammiferi nel territorio del Parco, sia nelle aree a diretta gestione (Tenuta San Rossore) , sia in quelle non a diretta gestione come la Macchia Lucchese e la Tenuta di Migliarino. I lupi presenti sono monitorati con videotrappole, fototrappole e radiocollari a tempo».
Lo stesso gruppo di ricercatori sta monitorando gli esemplari individuarti fuori-zona, per capire se «sono lupi in dispersione, che cercano un nuovo territorio ma che poi si muoveranno altrove, oppure se si tratta di lupi che stanno formando un nucleo riproduttivo-familiare».
Al di fuori di San Rossore che la famiglia di lupi presente difende come proprio territorio, le altre zone del Parco «non vedono attualmente lupi stanziali. Ma esemplari che transitano, rimangono per poco tempo e si muovono da e per altre zone della Toscana, come la Garfagnana, le colline livornesi, il volterrano». Tenendo conto che questi animali – ricorda l’Ente Parco – «volendo possono percorrere anche 50 chilometri in un giorno e non conoscono ostacoli».
Proprio per queste capacità dei lupi, ricorda il Parco, questi animali «non sono stati portati a San Rossore come non sono stati portati in altri posti, ma arrivano da soli». Grazie al fatto che «hanno una capacità di movimento altissima».
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