Toscana
Discoteca Sombrero, 50 anni di successi: da Raffaella Carrà a Claudia Villa, qui tanti grandi nomi
In un libro la storia del locale di San Miniato Basso ispirato ai dancing dell’Emilia Romagna
SAN MINIATO BASSO. Il libro ha un titolo che già dice molto: “50 Sombrero, la storia e le emozioni”. Il volume, edito da Pacini di Pisa e ideato da un Comitato con Arci e Casa Culturale in occasione dei 50 anni di attività del locale di San Miniato, è un racconto temporale che parte da una data precisa: l'8 febbraio 1975, il giorno dell’inaugurazione.
Sono dunque gli anni ’70 quelli in cui nasce l'idea di fare una cosa diversa, un luogo dove ritrovarsi, che si chiamerà Casa Culturale. Negli ampi spazi della Casa Culturale verrà costruito El Sombrero, dancing discoteca all'avanguardia, sullo stile di quanto avvenuto già in Romagna e in Emilia dove imperavano il celebre Bandiera Gialla di Rimini e il Pik Pak dell'hinterland bolognese.
Il libro, frutto di un Comitato appositamente costituito, narra tutte le vicende connesse incluso il brutto incendio che lo colpì dopo un anno e mezzo di esercizio e poi la ripresa.
Il locale poteva contenere tanta gente con delle punte di pubblico in determinate occasioni, in particolare durante le esibizioni dei big della musica italiana e comici incluso Roberto Benigni.
Il primo ospite fu Fred Bongusto, poi si sono succeduti Heather Parisi, Franco Battiato, i Pooh, Riccardo Cocciante, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, la show girl Nadia Cassini, i New Trolls, i Cugini di Campagna, gli Homo Sapiens e tanti altri tra cui il cantante Dino e Raffaella Carrà con al fianco il ballerino Enzo Paolo Turchi.
Arrivò anche il “reuccio” Claudio Villa, con un successo strepitoso; dovevano venire anche Barry White (che però costava troppo) e Ilona Staller “Cicciolina”(poi non se ne fece niente). Giunse pure Iva Zanicchi e Orietta Berti fu anch'essa gradita ospite. Furono tentati approcci per Mina e Milva, ma all’epoca erano già impegnate in altri spettacoli.
Il libro scorre nel tempo accompagnato da racconti e foto. Il contributo essenziale di questo progeto editoriale lo si deve alla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, ma anche molte aziende del territorio hanno fornito per l'occasione il loro supporto.
Un lungo elenco che mantiene viva la memoria storica del locale che accoglieva dancing con le orchestre e la discoteca sulla scia di quanto avveniva già in Emilia Romagna ai tempi dei locali di Rimini e altre discoteche imperanti nel Modenese e Bolognese.
Sono i momenti in cui i giovani ascoltavano Radio One di Firenze, le radio private lanciavano sulla breccia musicale le canzoni straniere (discomusic) girate a 45 e 33 giri e dunque le discoteche proliferavano in tutta Italia.
El Sombrero fa parte di questo gruppo e la sua luce brillerà in tutta la Toscana. Ogni artista che verrà conosce la verve del locale e certo i nomi non mancheranno.
Il successo de El Sombrero arriva anche per una costante diversa: l'apporto dei tanti volontari e soci che si spenderanno in modo disinteressato affinchè il locale mantenga un alto livello di partecipazione. E i giovani accorrono.
Dopo un anno e mezzo, come già ricordato, vi fu anche un incendio doloso, ma dopo poco tempo El Sombrero ritornò vivo e vegeto. Nel corso del tempo subì anche alcuni cambiamenti delle gestioni, ma il nome è rimasto nell'immaginario collettivo fino ai giorni attuali.
Pronto ad andare avanti ancora per (almeno) altri cinquant’anni di successi.
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