Il dolore
Arrivano le antenne 5G a Castelfranco, ecco dove saranno installate
Il Comune ha dato l'ok, ecco dove sarà possibile metterle e dove no. Perché è aumentato il limite di emissione del campo elettromagnetico
CASTELFRANCO. Saranno sette le possibili nuove aree dove le compagnie potranno istallare nuovi ripetitori per le telecomunicazioni, oltre a quelle già esistenti nel comune di Castelfranco. Lo stabilisce il regolamento comunale per l’installazione di impianti di telecomunicazioni (5G) aggiornato e approvato nella seduta del consiglio comunale con voto unanime. Queste nuove zone, individuate nelle frazioni, non è automatico che ospitino nuovi tralicci per la telefonia mobile, con i relativi ripetitori, ma sono i siti che i gestori della rete hanno opzionato e dove hanno potenzialmente manifestato la volontà di andare a potenziare il sistema di ripetitori.
Le aree individuate
I nuovi potenziali siti di installazione individuati dagli operatori telefonici sono prevalentemente su suolo pubblico così ripartiti: tre a Orentano, uno a Villa Campanile, uno a Chimenti vicino al confine con Altopascio e due nella zona industriale di Castelfranco. «E proprio sulle frazioni c’è da sottolineare che gli impianti per la telefonia hanno un ritardo storico marcato e in alcune zone è ancora oggi difficile usare il 5G – dicono dal Comune –. Questi si vanno a sommare ai siti già individuati dai precedenti regolamenti approvati in passato. In quei documenti erano previsti due impianti a Orentano e cinque nel capoluogo anche in questo caso quasi tutti su suolo pubblico.
«Un regolamento che doveva essere approvato per legge – dice l’assessore all’ambiente Nicola Sgueo – e che proprio con la normativa attuazione serve a prevenire una situazione di deregolamentazione che altrimenti potrebbe trasformare il territorio comunale in una sorta di far west, dove le compagnie potrebbero installare ripetitori con molta più disinvoltura in luoghi anche non stabiliti dall’amministrazione comunale».
Perché devono essere installate e normate
Gli impianti per le telecomunicazioni con il nuovo impianto normativo, varato pochi anni fa, sulla base di disposizioni dell’Unione Europea, sono classificati al pari delle opere di urbanizzazione primaria, quindi interventi imprescindibili nella pianificazione del territorio. Da qui l’esigenza di adottare un regolamento a tutela dei cittadini e del Comune. «Siamo di fronte a due questioni che potenzialmente vanno in conflitto tra loro – aggiunge Sgueo –. Da un lato il diritto alla salute, qualora fosse dimostrato che le antenne siano nocive, il diritto a non avere gli impianti di ripetizione nella prossimità di casa e tutti gli altri diritti fondamentali che ne discendono e dall’altro un interesse legittimo. Perché poi alla fine tutto si riduce a questo. Proprio perché siamo di fronte a questa conflittualità strisciante, ritengo che il regolamento debba mediare tra le due istanze in un meccanismo di bilanciamento degli interessi e dei diritti».
Quali sono i limiti di emissione
L’altra novità introdotta con il regolamento varato dal consiglio comunale è l’innalzamento dei limiti di emissione permessi del campo elettromagnetico generato dagli impianti per le telecomunicazione, previsti dalla direttiva Europea e recepiti dall’Italia nell’ottica del completamento della rete 5G. Di fatto con il nuovo regolamento per ottemperare alla legge nazionale il limite viene spostato dal vecchio 6 v/m (volt per metro) a 15 v/m che potenzialmente quindi va più che raddoppiare la limitazione di emissione del campo elettromagnetico generato. «Una questione che siamo stati costretti ad accettare per evitare impugnazioni – spiega l’assessore all’ambiente Sgueo – ma che non mi desta particolare preoccupazione. A Castelfranco e nelle frazioni, di fatto attualmente il problema è solo virtuale, visto che gli impianti sono tutti assolutamente sotto i valori dei precedenti limiti. Ovvero sotto i 6 v/m. Certo questo non vuol dire che possiamo abbassare la guardia, visto che con i nuovi limiti viene rimesso in discussione teoricamente l’insediamento di nuovi ripetitori sui tralicci già esistenti. Per questo infatti abbiamo deciso di continuare con una vigilanza sul tema della emissioni da portare avanti attraverso le aziende private specializzate in questa attività».
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