Sicurezza
Torna il “cesto sospeso” a Fornacette: doni di Natale per chi è in difficoltà. Come partecipare
Torna l’iniziativa di solidarietà organizzata dal bar tabaccheria da Nilo. Silvia Barsotti: «Consegnerò i piccoli doni al Comune che li distribuirà»
PONTEDERA. C’è chi ci ha messo dentro una sciarpa fatta a mano e chi una confezione di pennarelli. Chi opta per il cibo confezionato ma anche per una scatola di cioccolatini. E c’è anche chi decide di impacchettarli con una bella carta natalizia e lasciare un bigliettino di auguri. Torna il “cesto sospeso” l’iniziativa di solidarietà organizzata dal bar tabaccheria da Nilo, il locale di Fornacette, in via Tosco Romagnola vicino al Cottolengo che, dopo aver smosso tantissima generosità durante le feste nel periodo del Covid, ha deciso di riproporre il format che recapita alle persone in difficoltà regali da scartare per i giorni di festa. Partecipare è facile. «Basta venire in negozio o passare due minuti e collocare il dono scelto nella cesta» dice la titolare del bar Silvia Barsotti che non è nuova a organizzare gesti di condivisione diffusa. «La prima volta ho pensato al cesto sospeso qualche anno fa, quando stavamo vivendo lo sgomento della pandemia. Ebbe successo perché in molti arrivavano per recapitare a chi ne aveva più bisogno un pensierino natalizio. Ho scelto allora – spiega Silvia, da sempre dietro il bancone della sua attività di famiglia che da poco ha spento 102 candeline – che per fare del bene è sempre il momento giusto. E che soprattutto ci sono sempre famiglie alle prese con disagi di tipo economico che magari non riescono a fare i regali ai figli o anziani soli che non hanno più nessuno che bussa alla loro porta per fargli gli auguri». Così anche per questo Natale, sotto l’albero, nel bar, è spuntato il cesto, capiente e addobbato a tema. «Nelle occasioni precedenti la gente accolse l’idea con entusiasmo e continuò – aggiunge – a portare buste e doni anche nelle settimane che seguirono le feste». Cose calde, a scelta tra calze, cappelli, guanti e sciarpe, passatempi come libri, matite, giochi, prodotti di bellezza tra creme e saponi e alimenti che però non devono essere deperibili. Un bel fiocco e il regalo sospeso nel cesto è pronto.
«Piccoli doni – specifica Silvia – che poi consegnerò all’amministrazione comunale che saprà a chi distribuirli mantenendo l’anonimato dei beneficiari. Tante situazioni le conosco anche personalmente ma mi sembrava corretto affidarmi al Comune per garantire imparzialità e privacy ai destinatari».
È insomma il Natale delle attenzioni sospese, che raccontano azioni semplici, senza clamore ma che scaldano il cuore, perché «nessuno resti indietro», ribadisce Silvia. Ufficialmente l’iniziativa parte oggi ma nel fine settimana, alla comparsa del cesto, qualcuno ha già contribuito a riempirlo. «In negozio tengo la scatola per raccogliere le donazioni al canile, mi occupo di reperire coperte e trovare famiglie ai pelosi abbandonati e mi piace aiutare quando so che ce n’è bisogno. Ora ho sistemato il cesto. Penso che se domani mi trovassi in una brutta situazione qualcun altro potrebbe venirmi incontro e sostenermi. Ecco perché, se ne vedo la necessità, non mi tiro indietro», conclude Silvia che si prepara ad accogliere i regali che arriveranno, a mettere in moto la macchina della disponibilità e a trasformarsi in uno speciale Babbo Natale che condivide lo stupore e la magia delle feste con chi, per vari motivi, fa più fatica.
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