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Sanità, macchinari per le diagnosi ai medici di famiglia: a Pisa e provincia novità da gennaio

di Paola Silvi
Il distretto sanitario di via Fleming a Pontedera
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Il distretto sanitario di via Fleming a Pontedera

Negli ambulatori strumenti per ecografie, spirometrie ed elettrocardiogrammi. Ma ci sono incertezze

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PONTEDERA. Apparecchiature diagnostiche per i medici di famiglia, una spinta per ridurre le prescrizioni di visite ed esami e l'opportunità di fare diagnosi ancora più complete e appropriate. È quanto prevede l'accordo tra Regione e medici di famiglia che è già stato raggiunto e siglato e che punta a portare negli ambulatori dei professionisti strumenti per ecografie, spirometrie ed elettrocardiogrammi così da potenziare le possibilità di visita. Ma mentre la delibera è pronta e sta per passare al vaglio della giunta toscana a Pontedera e in provincia di Pisa se ne parlerà da gennaio in poi. In attesa di organizzare gli ambulatori o le Case della Salute, di capire quante saranno le adesioni dei medici e di contare sui soldi che finanzieranno il progetto, due milioni di euro circa quelli a disposizione per l'operazione, non in più ma già stanziati fra le risorse del fondo sanitario che il governo vincola appunto all'abbattimento delle liste d'attesa.

Il ruolo della diagnostica di primo livello

«Lo scopo del piano – spiega Luca Puccetti, nel doppio ruolo di segretario generale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e direttore regionale del corso di formazione in medicina generale – è quello di scommettere sulla diagnostica di primo livello per diminuire il carico che grava sugli ospedali e ridurre dunque le richieste per esami specifici e le liste d'attesa. Dal punto di vista formativo i professionisti escono dagli studi con qualifiche e specializzazioni tali da poter essere utilizzate e offerte ai propri pazienti in aggiunta alla normale visita o consulenza ambulatoriale. Siamo ancora nella fase della strutturazione per passare dal progetto sulla carta a quello concreto». Secondo questa mini rivoluzione i medici di medicina generale s'impegnano a effettuare direttamente alcune prestazioni dedicate a problemi di salute specifici. Dalle malattie respiratorie a quelle cardiovascolari, dal diabete a quelle che richiedono per avere un quadro clinico più chiaro le visite eco assistite. D'altra parte la grande partita del sistema sanitario pubblico si gioca anche sul terreno della gestione dei pazienti cronici che, in base alle statistiche e all'aumento dell'età media, diventano sempre più numerosi. Così se la prevenzione ha ormai un ruolo centrale, scommettere su un pacchetto di offerte che eviti o ritardi l'ospedalizzazione dei fragili è fondamentale. «Ciascuna aggregazione funzionale territoriale – continua – sarà fornita di apparecchiature ad hoc. Il percorso insomma è stato concordato, resta da capire quando e come ci sarà la copertura economica che permetterà di poter contare su questa strumentazione di cui potrebbero essere dotati sia i singoli studi di medicina generale che le Case della salute».

Cosa bisogna fare 

La partenza dell'operazione però è legata all'organizzazione capillare da dettagliare. «Il progetto – conferma il dottor Alessio Lambardi, responsabili Aft di Pontedera – è innovativo e vantaggioso ma è ancora embrionale. Intanto c'è la campagna vaccinale da concludere e poi c'è da valutare le adesioni dei medici e da sciogliere il nodo del riconoscimento». L'operazione infatti prevede un premio di risultato: i medici che riusciranno con la loro attività ambulatoriale a diminuire il numero di richieste di prestazioni specialistiche ed esami strumentali otterranno un bonus extra. Così i prossimi mesi saranno super impegnativi, considerando anche la trasformazione che sta subendo la Casa della Salute di via Fleming, con l'ampliamento strutturale che racconta di 10 nuovi ambulatori e altri spazi in più da realizzare entro la fine del prossimo anno e un percorso teso a garantire una continuità assistenziale h24. «E' da un paio di settimane, fra l'altro – conclude – che ne abbiamo esteso l'orario, anticipando alle 8 l'apertura della mattina».

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