Gioco
Pontedera, ecco le ipotesi per la raccolta degli abiti usati porta a porta
Con i contenitori sempre pieni e tanta sporcizia intorno c’è bisogno di una soluzione
PONTEDERA. Sta per partire una sorta di rivoluzione per risolvere uno dei problemi più difficili da debellare nell’ambito della lotta all’abbandono di rifiuti e al mantenimento del decoro. Un tema che sta a cuore a molti cittadini che criticano spesso il Comune di Pontedera per la sporcizia che si crea attorno ai contenitori dove vengono gettati gli abiti usati. E che cercherà di risolvere un problema vero che molte famiglie spesso sono costrette ad affrontare senza trovare rimedi agevoli come, appunto, quello di dove poter smaltire i capi di abbigliamento che sono stati utilizzati negli ultimi anni. Molti dettagli sono ancora al vaglio dell’amministrazione comunale di Pontedera, ma nel giro di un paio di mesi dovrebbe partire il progetto per il ritiro a domicilio di quelli che vengono chiamati rifiuti tessili. Una sorta di porta a porta che Palazzo Stefanelli svelerà a fine ottobre. Ma che si preannuncia di grande interesse.
Problema rilevante
Le modalità dovranno essere spiegate e, per il momento, si sa che l’intenzione del Comune sia quella di facilitare il compito dei cittadini. «Esiste il centro di raccolta – spiega l’assessore all’ambiente, Alessandro Puccinelli – dov’è possibile conferire gli abiti usati in qualsiasi momento della giornata. Ma il problema di questo genere di smaltimenti non è di poco conto, perché i contenitori presenti sul territorio sono diventati sempre più spesso ricettacolo di spazzatura. Senza contare che molti prendevano l’occasione per disfarsi di abbigliamento completamente rovinato e che non poteva servire più a nessuno».
Svuota armadi
Una dimostrazione è quanto riferito dai responsabili della San Vincenzo de’ Paoli allo stesso assessore all’ambiente: «Gli stessi operatori dell’associazione si sono accorti che, invece di ricevere abiti o scarpe o accessori in buono stato da poter donare alle persone bisognose, ricevono oggetti che andrebbero gettati e smaltiti col normale sistema della raccolta differenziata o nel centro di raccolta nella zona industriale della Bianca. E, vista la situazione che si è creata nel corso degli anni, serviva un vero e proprio giro di vite».
Esempi da seguire
Così, negli uffici comunali si è cominciato a studiare varie soluzioni. Probabilmente anche prendendo spunto da cosa accade in altri territori vicini. Come a Calcinaia, per esempio, dove da tempo esiste l’Ecomobile, il mezzo che una volta a settimana sia nel capoluogo che nella frazione di Fornacette aspetta i conferimenti di abiti usati da parte dei cittadini. Una sorta di iGenio, il sistema adottato anni fa dal Comune di Pontedera che prevedeva la presenza di cassonetti mobili sistemati a rotazione nelle strade del centro per favorire i cittadini e lo smaltimento dei rifiuti differenziati. Questa potrebbe essere la soluzione adottata nella città della Vespa per quanto riguarda gli abiti usati. Ma non è escluso che venga presa la decisione di effettuare veri e propri giri nei vari quartieri e nelle frazioni per il servizio domiciliare.
Casi intollerabili
«L’obiettivo è risolvere un problema sia ai cittadini – prosegue Puccinelli – che all’amministrazione comunale. Non è tollerabile assistere alle scene di abbandono di abiti usati che, purtroppo, ogni tanto si verificano. Dove poi vengono gettati anche sacchi della spazzatura. Vogliamo porre rimedio con la soluzione più percorribile e che offra un servizio utile ai residenti del nostro Comune. E a breve chiariremo tutti i dettagli dell’operazione legata al tessile».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
