Il Tirreno

Pontedera

Il racconto

Incidente in Fi-Pi-Li, Altea: «Sono viva per miracolo, ho distrutto la pompa per evitare uno schianto mortale»

di Tommaso Silvi

	La 27enne e il luogo dell'incidente
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La 27enne e il luogo dell'incidente

Parla la 27enne protagonista dell’episodio all’altezza dell’area di servizio di Lastra a Signa: «Un grande spavento, ma sono fortunata»

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GINESTRA. «Mia figlia è viva per miracolo». Sono le prime parole di mamma Lorena, ancora scossa per quanto accaduto a sua figlia, Altea. «Non rispondeva al cellulare, quindi ho localizzato l’IPhone e ho visto che si trovava in ospedale. Mi è salito il cuore in gola». In una giornata da panico in Fi-Pi-Li, quella di martedì 8 ottobre, in cui si sono verificati numerosi incidenti – il più grave il ribaltamento di un tir tra Ginestra Fiorentina e Montelupo che ha tenuto il tratto chiuso in entrambe le direzioni per 10 ore – c’è anche una storia a lieto fine. Uno schianto che poteva finire in tragedia per Altea Giani, 27 anni, di Ponsacco, in provincia di Pisa, rimasta incredibilmente illesa. «Le cinture di sicurezza – racconta a meno di 24 ore dall’incidente che l’ha vista suo malgrado protagonista – mi hanno salvato la vita». Altea ha distrutto l’auto finendo contro la pompa di benzina di un’area di servizio tra Lastra a Signa e Ginestra Fiorentina. E per la seconda volta nella sua vita si è salvata in un incidente stradale. Ma andiamo con ordine. 

Lo schianto

Sono quasi le 14 di martedì 8 ottobre e Altea Giani, avvocato praticante, sta tornando da Firenze in direzione Pisa. All’altezza dell’area di servizio perde il controllo dell’auto, una Smart Fourfour che i genitori le avevano regalato per il 18esimo compleanno. «Non mi è mai accaduta una cosa del genere – racconta –. Stavo andando a 60-70 chilometri orari, non di più, e all’improvviso mi è sembrato di avere il sapone sotto gli pneumatici. Non riuscivo più a controllare l’auto e stavo finendo in pieno contro lo spartitraffico che divide l’area di servizio dalla carreggiata. Sarebbe stato uno scontro frontale pericolosissimo». In un attimo di lucidità – e con tanta freddezza – Altea riesce a sterzare immettendosi nell’area di servizio. «A quel punto ho trovato un ristagno d’acqua che ha fatto praticamente planare l’auto e sono andata a finire contro la pompa di benzina, distruggendola. C’è stato anche un principio d’incendio, prontamente tenuto sotto controllo dal gestore dell’area di servizio, che è subito intervenuto». 

La scoperta della mamma

Negli stessi istanti dell’incidente, mamma Lorena racconta di aver avuto un brutto presentimento. «Ho chiamato Altea ma lei non mi rispondeva al cellulare. Mi sembrava molto strano, perché di solito ci sentiamo spesso durante il giorno». Allora Lorena Grassi utilizza l’applicazione per individuare la localizzazione del cellulare della figlia e si accorge che «era all’ospedale Torre Galli di Firenze. Mi si è ghiacciato il sangue», racconta la donna. 

Il lieto fine e il precedente

Poi Altea riesce finalmente a mettersi in contatto con la madre e la rassicura. «In ospedale – spiega la 27enne di Ponsacco – sono stata sottoposta a numerosi esami e non sono state rilevate criticità di alcun tipo. Ho soltanto un po’ di dolori e alcune abrasioni in volto causate dallo scoppio dell’airbag. L’auto è distrutta ma la cosa più importante è che sia viva». Altea poi spiega come «la cintura di sicurezza sia stata fondamentale. Se non l’avessi indossata probabilmente il risvolto dell’incidente sarebbe stato diverso, sicuramente molto più grave». Purtroppo, per lei non è stato il primo incidente. «Il 6 agosto 2012 – ricorda infine – a Ponsacco feci un brutto schianto con l’Ape che stavo guidando. Sono stata ricoverata per molti giorni in ospedale e mi sono stati applicati diversi punti di sutura, anche sul volto. Rispetto all’incidente in Fi-Pi-Li fu tutto molto più grave». Restano, in conclusione, le riflessioni sulle criticità della Strada di grande comunicazione, da anni al centro del dibattito per la scarsa sicurezza che garantisce agli automobilisti. «L’ho riferito anche alla polizia stradale – dice Altea –, a terra c’erano numerosi ristagni d’acqua causati dalla pioggia. Senza quelli, probabilmente, non avrei perso il controllo dell’auto e non si sarebbe verificato l’incidente. L’importante, comunque, è poter raccontare tutto». 

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