Sicurezza
Incompleta, nel degrado e già vecchia: la Ciclopista dell’Arno è un mezzo flop. Il reportage
San Miniato, annunciata in pompa magna 10 anni fa è un percorso a ostacoli costato 1,3 milioni: «La manutenzione toccherà ai Comuni ma manca il protocollo d’intesa con la Regione»
SAN MINIATO. Correva l’anno 2014. Nella sala consiliare di San Miniato sindaci e assessori del Valdarno annunciano l’arrivo della ciclopista dell’Arno, il maxi progetto voluto e finanziato dalla Regione per collegare le sorgenti del grande fiume toscano con la sua foce, attraverso un percorso in sicurezza e senza interruzioni riservato alle due ruote. «Un lavoro di squadra» a detta degli amministratori di allora, chiamati a decidere dove e come far passare il tracciato fra i Comuni del Valdarno, dal confine con Empoli fino a quello di Pontedera. Tante idee sul tavolo, con i Comuni impegnati inizialmente a reclamare ciascuno un pezzettino di ciclopista. Troppo secondo la Regione, che a fronte di 1,7 milioni di euro di finanziamenti disponibili per il Valdarno (l’opera è poi costata 1,3 milioni e e gli altri 400mila euro sono stati utilizzati per la ciclopisa San Miniato Basso-Cencione), decise di far passare il tracciato solo sulla sponda sinistra, dal ponte di Isola fino a La Rotta, attraversando i Comuni di San Miniato e Montopoli (con il primo nel ruolo di ente capofila) , rinviando a successivi finanziamenti i collegamenti con le cittadine della sponda destra.
La realtà
A distanza di 10 anni esatti dalla presentazione del progetto, con i lavori già eseguiti e collaudati a fine 2023, è naturale chiedersi se davvero è tutto qua, se la ciclopista che attraversa il comprensorio è solo quella che si vede (o meglio si intravede) fra le campagne di San Miniato e Montopoli. Il risultato infatti è quello di un percorso a ostacoli, tutt’altro che lineare, creato mettendo insieme strade e sentieri già esistenti, con alcuni tratti in ghiaia e altri in asfalto, dove una striscia gialla basta a farne un pezzo di ciclopista anche se le bici dovranno coesistere con le auto, senza dimenticare alcuni “buchi neri” dove la pista sparisce per ricomparire qualche metro più avanti. A questo si aggiunge una generale percezione di abbandono, con tratti e staccionate invasi dalla vegetazione, una segnaletica anonima e spesso carente, con cartelli finiti a terra e in alcuni casi spariti. Insomma, un’opera da completare ma che appare già vecchia, con proteste e segnalazioni dei cittadini che si domandano quando sarà completata e soprattutto mantenuta.
Come funziona
Dagli uffici del Comune di San Miniato ci spiegano che la manutenzione spetta adesso alle singole amministrazioni locali, ma che partirà solo dopo un apposito accordo con la Regione. «Per la manutenzione ordinaria della ciclopista – dicono dall’amministrazione – la Regione Toscana sta coordinando la stesura di un protocollo d’intesa che dovrà essere sottoscritto da tutti i Comuni della provincia di Pisa, con cui si prevedono le risorse da stanziare per gli interventi, suddivisi in quota parte per ciascun ente in base alla percentuale di estensione di tracciato che ciascun territorio possiede. È un percorso già avviato che dovrebbe concludersi nei prossimi mesi, con il quale verranno definite e stabilite le aree di intervento e i budget a disposizione, grazie ai quali poi potremo iniziare a intervenire».
Il futuro
Da adesso in poi, inoltre, ogni Comune potrà decidere di migliorare o potenziare a proprie spese il tratto di competenza: «Sulle future annualità – dicono ancora dal Comune della Rocca – saranno invece programmati gli interventi di manutenzione straordinaria a partire dal 2025, in linea con i tempi, se si considera che l’opera è stata realizzata tra 2020 e 2021 ma che è stata collaudata e ceduta al Comune soltanto nel 2023. Come già stiamo facendo per il tratto di Via Francigena, anche questa nuova strada deve essere mantenuta e monitorata dall’ufficio con sopralluoghi e valutazioni specifiche che definiscano le modalità di intervento straordinarie e le necessità manutentive ordinarie. Si tratta di opere importanti che prima di adesso non avevamo e sulle quali stiamo costruendo da zero l’iter manutentivo».
Salto di qualità
La volontà della Regione, infine, è anche quella di rendere la ciclopista quanto meno riconoscibile, con una cartellonistica dotata di un apposito logo. «La Regione sta completando la progettazione esecutiva della segnaletica del sistema integrato Ciclovia dell’Arno – aggiungono da San Miniato – la definizione del logo e la redazione delle linee guida per la segnaletica di indirizzamento e per le aree di sosta, a seguito del quale i Comuni dovranno provvedere ad apporre l’opportuna segnaletica».
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