Il Tirreno

Pontedera

Lavori (e proteste)

Pontedera, l’appello: «Siamo stati abbandonati dopo la chiusura del ponte»

di Sabrina Chiellini

	Alessandro Galletti al lavoro nell’area di servizio
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Alessandro Galletti al lavoro nell’area di servizio

Il messaggio del gestore del distributore Beyfin e la richiesta: «Dateci i ristori»

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CALCINAIA. «Non possiamo andare avanti a lungo in queste condizioni. Sto rischiando tutto. E soprattutto rischio di perdere anche i risparmi di una vita di lavoro. Da quando hanno chiuso il ponte sulla provinciale della Botte incasso a malapena 1. 500 euro al giorno, il 90% in meno. Il distributore è la mia unica fonte di reddito, se qualcuno non ci aiuta, mi troverò in gravi difficoltà». Alessandro Galletti gestisce il distributore Beyfin sul lato di Fornacette della provinciale della Botte. Non è la prima volta che il benzinaio fa sentire la sua voce contro la decisione della Provincia prima di mettere a senso unico il ponte e poi di vietarlo al traffico. Fin dall’inizio lui e altri commercianti direttamente toccati dalla chiusura del ponte chiedono misure di sostegno visto che le loro attività da un giorno all’altro sono rimaste senza clienti. Insieme al titolare di un negozio di alimentari, situato dalla parte di Vicopisano, anche questo fortemente penalizzato dalle barriere di cemento che delimitano il cantiere, si è rivolto a un legale.

L’appello

«In queste settimane ho letto tante promesse – dice Galletti – ma poi alla prova dei fatti qui non si è visto nessuno. Vorrei che qualche rappresentante della Provincia o del Comune, ma anche delle associazioni di categoria venisse a vedere il deserto che c’è sulla strada». L’area di servizio è l’unica nel tratto del ponte alla Botte che collega Vicopisano con Fornacette e Calcinaia, a cominciare dall’area per gli insediamenti produttivi dove si trovano numerose aziende. Anche per queste si prospettano mesi di difficoltà, fino a quando il ponte alla Botte sarà riaperto al traffico.

«La verità è che siamo stati abbandonati e noi abbiamo perso quasi tutto l’incasso. La provinciale è una strada molto trafficata, ci passano i mezzi del Lungomonte ma anche di Bientina e fino alla Lucchesia. Da quando è stato aperto il cantiere per riparare il ponte il traffico è quasi inesistente». Galletti chiama in causa chi è responsabile della mancata manutenzione del ponte. «Per anni lo hanno lasciato senza fare interventi di manutenzione – dice – poi all’improvviso hanno chiuso la strada, senza preoccuparsi di chi su questa strada ha un lavoro. Servono i ristori ma non tra un anno, degli aiuti economici abbiamo bisogno ora».

I lavori

Il ponte della Botte resterà totalmente chiuso al traffico almeno fino all’inizio del 2025. Alla fine di luglio Massimiliano Angori, presidente della Provincia, ha messo al corrente i sindaci di Vicopisano, Calcinaia e Cascina, più esposti alle conseguenze della chiusura, di quelli che saranno i tempi d’intervento. Inizialmente Confcommercio e anche alcuni amministratori hanno sollecitato la richiesta di opportuni ristori per tutte le attività direttamente coinvolte e fortemente penalizzate da questa situazione. «Non vorrei che, ora che la strada è stata chiusa, tutti si dimenticassero che ci sono attività che non sanno come fare per andare avanti, dovendo rinunciare a buona parte dell’incasso. Noi siamo già in ginocchio, non abbiamo più molto tempo, siamo già in gravi difficoltà».

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