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Il racconto

Da Pontedera a Santiago sul cammino dei pellegrini: il viaggio di 11 amici tra natura e storia

di Paola Silvi
Il gruppo di Pontederesi in posa davanti alla cattedrale di Santiago de Compostela
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Il gruppo di Pontederesi in posa davanti alla cattedrale di Santiago de Compostela

Il gruppo è partito da La Borra il primo settembre: hanno percorso oltre 120 chilometri. Una delle “guide” è un medico, la più giovane viaggiatrice a piedi è una ragazza di 17 anni. Oggi il rientro a casa

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PONTEDERA. Chi cammina lo sa: conta il numero dei chilometri e soprattutto lo spirito con cui si affrontano. I pellegrini partono all’alba, cappelli in testa e zaini sulle spalle. La destinazione ogni giorno è diversa, seguendo la rotta mistica indicata da una conchiglia dipinta a bordo strada. Il percorso è costellato di boschi, paesini e città, squarci d’oceano. Il sole tramonta tardi, a volte piove e si respira un’aria antica, fatta di leggende, devozione e rievocazioni storiche. La meta finale è Santiago de Compostela e fra le quasi 320mila persone all’anno che attira questo antichissimo crocevia, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, in questi giorni ci sono anche undici pontederesi. Sono partiti domenica 1 settembre e torneranno oggi. La più giovane del gruppo ha 17 anni, il più maturo 75.

Ma tutti sanno di far parte di una grande comunità mondiale tra i cui membri ci sarà sempre un senso di condivisione, di un’avventura passata da rievocare con piacere. Perché compiere, anche un tratto di questo percorso lungo più di 800 chilometri, sulle tracce dei pellegrini del Medioevo, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago non è per niente scontato. Giorgio e Benedetta Ciampalini, Carla Carlotti, Fabio Cetti, Giuseppina Irace, Rosanna Salcioli, Maurizio Pinsocchi, Piero Bova, Elena Giovacchini, Giuseppe Petracci e Alessandra Montagnani questo coraggio lo hanno avuto e, con entusiasmo, si sono cimentati in questa prova. Un viaggio di oltre 120 chilometri, suddiviso in sette tappe per immergersi nella storia, godere della natura e conoscere gente.

«Non siamo né i primi né gli ultimi – dice Giorgio Ciampalini, medico di medicina generale a Pontedera – che viviamo questa esperienza ma la stiamo affrontando con una completa ammirazione e un totale rispetto per chi decide di percorrere l’intero cammino. Noi abbiamo fatto solo la parte finale ma il fascino di quest’impresa ci lega tutti, sia in chiave spirituale sia come avvenimento esistenziale». I pellegrini vanno a piedi, la corsa è quasi “proibita” perché trascorrere tanto tempo sui sentieri, al di là del significato religioso che il tragitto conserva, permette di pensare, chiacchiere, conoscersi meglio. Così il gruppo pontederese sta passando un periodo di vacanza fuori dai soliti schemi, dove ogni giorno sono previsti decine di chilometri di camminata, sfidando le intemperie e dormendo nelle grandi camerate degli ostelli, come prevede la giornata tipo del pellegrino. «Ringrazio – aggiunge Ciampalini – i miei compagni che hanno condiviso questo percorso suggestivo e Piero Bova che mi ha aiutato a organizzarlo». Sabato pomeriggio gli undici viaggiatori sono arrivati a Santiago e hanno partecipato alla messa celebrata nella chiesa di Santa Maria del Cammino da don Fabio Pallotta dei padri Guanelliani, responsabile della catechesi dei pellegrini italiani, concludendo così una settimana di fede, tradizione e di posti meravigliosi da fissare nella memoria. In silenzio. Un passo dopo l’altro, con lentezza, anche sulle tracce di se stessi.

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