Gioco
Castelfranco, marito e moglie attaccati da branco di cinghiali nell’orto: «Erano con i cuccioli, abbiamo avuto paura»
La coppia era nel terreno vicino casa, a Orentano. Il racconto della donna: «Non potevamo fare altro»
CASTELFRANCO. Un incontro ravvicinato inaspettato e non piacevole, che li ha costretti a scappare dal proprio orto: protagonista una coppia di anziani di Orentano, frazione di Castelfranco, che mentre erano in un piccolo terreno recintato che usano per seminare ortaggi si sono visti arrivare un branco di cinghiali coi cuccioli, una situazione che può degenerare facilmente perché in questi casi la madre è molto protettiva. Per cui per Antonio Circelli e Pasqualina Palumbo l’unica soluzione è stata levare le tende nel più breve tempo possibile.
È la donna a raccontare l’incontro col branco di cinghiali, avvenuto giovedì alle 10,30 in via dei Nencini vicino a una riserva di caccia mentre i due stavano sistemando alcune cose: «Non è la prima volta che questo nostro orto viene razziato dai cinghiali, ma mai ce li eravamo trovati davanti; mio marito stava facendo dei lavori e io lo seguivo e tra l’altro dal loro atteggiamento sembrava più strana la nostra presenza che la loro, tanta è l’abitudine. Siamo scappati verso la nostra abitazione, perché non c’era altro da fare». La signora però è impaurita, perché teme di trovarseli davanti la porta di casa la prossima volta: «Sinceramente non sappiamo cos’altro fare: erano talmente tanti fra adulti e cuccioli che non saprei nemmeno dire il numero esatto. In passato abbiamo più volte trovato mangiato il raccolto ma almeno non avevamo incontrato gli animali sul posto».
Non è sicuramente la prima volta che i cinghiali si spingono vicino o negli insediamenti umani, a caccia di cibo. Trattandosi di animali selvatici, sono innatamente diffidenti dagli uomini ma se sentono minacciati o senza via di fuga tendono a difendersi. La situazione più a rischio è proprio quella raccontata poche righe sopra e cioè quella di incontrare una femmina con i cuccioli: l’istinto materno e l’impossibilità di scappare con la sicurezza di portare in salvo tutta la prole, anche in questo caso potrebbe indurre l’animale alla difesa e caricare.
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