Il Tirreno

Pontedera

Protagonista a cinque cerchi

Carlotta Cambi, un oro costruito a Montopoli: «Da piccola sceglieva gli allenamenti invece che feste e compleanni»

di Marco Sabia
Carlotta insieme alla sindaca Linda Vanni e al presidente della Regione Eugenio Giani
Carlotta insieme alla sindaca Linda Vanni e al presidente della Regione Eugenio Giani

Il borgo abbraccia la campionessa olimpica del volley al ritorno da Parigi: «I miei paesani ci sono sempre stati per me, anche quando ho perso»

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MONTOPOLI. Per alcune ore è come se Montopoli si fosse trasferita a casa Cambi, per vedere e toccare con mano il simbolo dell’eccellenza olimpica: la medaglia d’oro conquistata dall’alzatrice della nazionale di volley Carlotta Cambi, 28enne montopolese che con la sua terra ha sempre mantenuto un legame viscerale nonostante la lontananza. Centinaia i selfie fatti insieme ai suoi concittadini fuori e dentro il cortile di casa, tantissime le bandiere tricolore autografate; d’altronde la famiglia Cambi si aspettava una pacifica invasione – come per la medaglia d’argento ai Mondiali 2018 – è stavolta si è mossa per tempo, organizzando anche un piccolo rinfresco dove il padre Leopoldo e il fratello Matteo hanno macinato chilometri per distribuire bicchieri di spumante e stuzzichini.

All’ingresso la locandina del Tirreno di ieri che celebrava il trionfo e a seguire tanti omaggi alla campionessa olimpica, come una maxi medaglia e un pallone da pallavolo donato a nome di tutta la comunità locale.

Ma la protagonista era giocoforza Cambi, che si è lasciata andare alle prime sensazioni una volta tornata nelle sue quattro mura: «Sono molto felice di aver portato a casa questa medaglia, dai miei genitori e dai miei concittadini. Immaginavo un’accoglienza del genere e per questo abbiamo comprato da mangiare e da bere per i miei più grandi fan, quei montopolesi che per me ci sono sempre, quando vinco e quando perdo».

La consapevolezza della forza
Il momento più bello per Carlotta è stato quando insieme alle compagne ha realizzato che quella medaglia era vera e che erano appena salite sul tetto del mondo del volley. E con questa vittoria si chiude idealmente un cerchio: «Ero rimasta male quando ero stato esclusa dopo il mondiale dalla nazionale, mi aspettavo di esser richiamata per dire la mia ma non ho mai avuto l’occasione. Quando son tornata a Pinerolo mi son detta che dovevo smettere di pensarci e invece è arrivata la chiamata per un’estate formidabile: si chiude un cerchio. Come squadra eravamo forti tecnicamente e tatticamente già tanti anni fa, quello che ci mancava un po’ era la lucidità mentale e la capacità di affrontare certe partite nel modo giusto e questo è ciò che ci ha insegnato Julio Velasco».
La dedizione e le rinunce
Il rapporto inscindibile con la pallavolo di Carlotta Cambi inizia all’età di 3 anni e mezzo, guardando il fratello Matteo tornare dalla palestra di Montopoli: «Mi diceva – racconta la mamma Mariagrazia Pieraccioni – che voleva andare in palestra anche lei, così un giorno l’ho affidata a Michela Bello, vera colonna portante dalla Pallavolo Montopoli. Dopo quel primo giorno, mi disse che avrebbe voluto la borsa per fare la doccia come le altre in palestra. E da allora non ne è più uscita. Oggi, 24 anni dopo, la medaglia d’oro olimpica la ripaga di qualsiasi sacrificio, perché spesso Carlotta ha voluto e dovuto anteporre l’allenamento o la partita a momenti di svago come un compleanno. Ha lasciato Montopoli da giovanissima e adesso ci torna con una medaglia: è un’emozione che non si può spiegare». Dopo la vittoria mamma e figlia sul parquet parigino (tutta la famiglia era al seguito di Carlotta) si sono lasciate andare a un lungo abbraccio nel mezzo dell’euforia generale, senza tante parole perché in fin dei conti nemmeno servivano. E che qualcosa sia già cambiato Mariagrazia Pieraccioni l’ha notato subito: «Oggi (ieri per chi legge nda) sono andata a far la spesa ma non sono riuscita praticamente a farla perché tutti mi fermavano per chiedermi di mia figlia».
La visita del presidente della Regione
Quella medaglia appena vinta Carlotta Cambi ha deciso di dedicarla «a tutte le persone che ci sono sempre state». A casa Cambi è giunta anche la visita del presidente di Regione Toscana Eugenio Giani, che ha ribadito quanto questa sua affermazione olimpica sia un orgoglio per Montopoli e per la Toscana. Molto toccante il momento in cui nel cortile dell’abitazione di famiglia tutti hanno cantato l’Inno di Mameli, con Carlotta Cambi abbracciata a Gianni Parisi, vero factotum della pallavolo montopolese.

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