Sicurezza
«Suo figlio rischia il carcere»: truffata dai falsi carabinieri. Il raggiro iniziato con una telefonata
Pontedera: una 85enne depredata di soldi e gioielli da due malviventi
PONTEDERA. L’incubo comincia con una telefonata, ricevuta al numero fisso di casa da una pensionata di 85 anni, rimasta vedova da poche settimane. Sono passate da poco le 3 del pomeriggio e l’anziana in quel momento è sola. Risponde al telefono e resta sotto choc. «Sono il maresciallo, suo figlio Massimo ha avuto un grave incidente stradale. Lui sta abbastanza bene ma ha investito una persona che invece è molto grave». La donna si dispera, teme per la sorte del figlio. «Come sta mio figlio, cosa gli è successo? ». Dall’altra parte del telefono il finto maresciallo, perché di questo si tratta, cerca di rassicurarla sulle condizioni dell’uomo che però è in pericolo, va dritto all’obiettivo. «Suo figlio andrà in carcere, sarà arrestato se lei non paga. C’è da pagare una somma di denaro, altrimenti finirà in carcere».
All’85 enne cade il mondo in testa. Ha paura, pensa al figlio, si dispera, prova a dire che non ha soldi in casa. «Ora viene da lei il brigadiere – incalza lo sconosciuto – gli dia tutto l’oro che ha in casa, soldi e oggetti di valore. Solo così suo figlio non finirà in carcere». Questo l’inizio del racconto della pensionata, ancora sotto choc per i raggiro con furto da lei subito. Pochi istanti dopo suonano al campanello dell’abitazione al Villaggio Piaggio. È il sedicente brigadiere – l’altro malvivente in azione – entra in casa e va al sodo.
«Mi ha detto di prendere tutto l’oro che avevo in casa – racconta la pensionata – aveva bisogno di tanto oro, diceva che aveva fretta, che dovevo fare alla svelta». Nel frattempo il finto maresciallo resta al telefono di casa, mentre l’anziana prende i ricordi di una vita, compresa la fede di nozze sua e del defunto marito e un anello che l’uomo le ha regalato qualche giorno prima di morire. In ballo c’è la vita di suo figlio, pensa l’85enne e lei deve il possibile per aiutarlo. Così tira fuori dai cassetti anelli, braccialetti, collanine, una spilla di corallo, ognuno con un valore economico e affettivo. Ma lei è pronta a lasciare andare tutto, pensando, quasi fosse in tranche, che davvero quello sconosciuto l’avrebbe aiutata. Invece era solo un espediente, tra l’altro molto diffuso, per derubarla.
«Siamo sconvolti – aggiunge la figlia – mia madre racconta dettagli da paura. Prima di andare via quell’uomo si è fermato in cucina e le ha chiesto di pesare l’oro su una piccola bilancia per alimenti, lei lo ha fatto, non vi dico quanto oro hanno portato via, ma il valore è di alcune migliaia di euro».
Pesati i monili d’oro il ladro tenta l’affondo. «Sono diversi grammi ma non basta questo valore. Servono dei soldi, mi dia tutti quelli che ha in casa». La pensionata, ormai totalmente raggirata, prende anche 140 euro e li consegna al ladro. A quel punto il falso brigadiere parla per telefono con l’altro truffatore. «Ho finito, tra poco esco».
L’anziana è spogliata di tutto, resta inerme ad aspettare la figlia che rientra in casa un’ora dopo. «Appena mi ha cominciato a raccontare del maresciallo e del brigadiere ho capito che era stata truffata. “Mamma, è una truffa, come quelle che si sentono in tv”. Pensate che per toglierle dalle dita l’anello prezioso regalato dal mio babbo e le fedi ha usato la forza, gliel’ha sfilati in bagno con il sapone». Difficile descrivere lo stato d’animo della pensionata. «Siamo state dai carabinieri – aggiunge la figlia – abbiamo capito che ci sono stati altri casi. Sapevano il nome di mio fratello e secondo me l’hanno anche seguita. È vergognoso approfittarsi di una persona anziana, già messa a dura prova dalla morte del marito. Mia madre si è sentita male quando ha realizzato che era stata derubata, l’abbiamo accompagnata all’ospedale per una visita, è rimasta sotto choc. Questo succede a Pontedera. Magari uno pensa che truffe così possano accadere solo nelle grandi realtà, invece ci sono anche da noi. Per questo ho deciso di raccontare la nostra storia, per mettere in guardia gli anziani».
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